Pubblicato in: Diario

Selina Cossa Giuntoli

Da poco è uscita la normativa per cui il figlio si può chiamare anche con il cognome della madre.

Una bellissima cosa che serve anche a mantenere delle tradizioni che potrebbero far sparire una famiglia (avendo solo successioni femminili).

Detto questo, decido di informarmi per fare un regalo di natale alla mia signora, dando a Selina il doppio cognome.

Dai, che sarà mai, mi dico, roba di qualche giorno ed è fatta.

Ahahahahah.

Illuso.

Se lo avessi fatto all’atto di nascita, mi sarei risparmiato un bel pò di lavoro.

Allora faccio prima a spiegarti, o padre che vuoi mettere il doppio cognome al tuo erede, come fare.

 

Ecco di seguito la procedura (valida per Roma come indirizzo, ma basta cercare l’indirizzo della prefettura della propria città):

inviare per posta (preferibilmente con raccomandata A/R) al seguente indirizzo:

Prefettura U.T.G. di Roma – Area II ter Ufficio Cambio Nome e Cognome -Via IV

novembre, 119/A 00187 Roma (RM)

queste cose:

 

– Marca da bollo da € 16,00 applicata sul foglio definito “Modello C” (che trovate in questo post) e firmata da entrambi i genitori o da chi esercita la

potestà;

– Dichiarazione sostitutiva di certificazione (che trovate in questo post), una copia per il padre e una per la madre, compilata in tutti i punti

– Fotocopia documento di identità in corso di validità di entrambi;

oppure portare il tutto all’Ufficio Corrispondenza della Prefettura di Roma in Via di Sant’Eufemia,

23 dal lunedì al venerdì dalle h 8,30 alle h 13,30.

 

Fatto questo vi telefoneranno dopo un po’.

Fate attenzione, perchè vi chiameranno dicendo: “Lei è il signor XXX? Prefettura di Roma”

Ci ho messo un po’ per riprendere colore e capire che si trattava dei documenti di Selina.

Ti daranno un appuntamento presso la prefettura, in un orario tra le 10.00 e le 13.00.

Prima di entrare devi munirti di una seconda marca da bollo da 16 euro.

Nella stanza del prefetto ti faranno firmare un foglio e lo appenderanno per un mese prima di ricontattarti.

Seconda telefonata, seconda paura, secondo appuntamento.

E indovina un po’?

Devi andare al prefetto con… la marca da bollo da 16 euro!

Ultimo atto quindi, una firma e tutto è fatto.

Non serve essere in due, basta uno dei genitori con la delega dell’altro.

Al di la dello sbattimento di andare e venire e delle marche da bollo, sentire Selina dire:

“Io mi chiamo Selina Cossa Giuntoli”

è sicuramente una gran bella cosa.

Buona avventura!

 

Ecco i file da scaricare.

CAMBIO COGNOME MINORENNE – pdf

Dichiarazione sostitutiva di certificazioni

MODULO C – pdf

 

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Pubblicato in: Consigli, Diario

GIORNO +220: ALLA RICERCA DEL TEMPO (LIBERO) PERDUTO

Ci sono giorni particolari nella vita di un neo papà.

Quando Giove, Urano e Plutone si allineano una volta ogni 10.000 anni.

Quando la tua squadra del cuore vince il campionato facendo la partita della storia.

O quando tua moglie esce con tua figlia e dice: “la porto da mia madre, ti lascio solo a casa.

Solo a casa.

Solo.

A.

Casa.

Ok hai almeno 3 ore buone per poter fare tutto quello che non sei riuscito a fare in questi nove mesi.

È la prima volta che non hai una urgenza lavorativa, non hai nessuno in casa e puoigoderti tutto il tempo del mondo.

Oddio, troppe cose da fare.

Ragiona.

3 ore non sono poche, anche se mentre chiacchieri e pensi mezz’ora è già passata.

Finalmente il libro che avevi lasciato li da mesi, puoi aprirlo e scoprire come va a finire. Anche se i nomi dei personaggi non te li ricordi, ma non fa niente, finalmente puoi leggere.

Ti metti sulla tua poltrona preferita e ti godo il relax.

Un bel caffè, ecco quello che ci vuole.

Oddio un caffè senza pianti, cambi di pannolini e corse varie.

Si, un bel caffè.

Ti alzi, vai verso la macchinetta e vedi a terra la mensola che ancora non hai montato comprata da ikea 7 mesi fa.

Tua figlia inizia a gattonare, si alza in piedi e prende tutto quello che trova, quindi la mensola va montata e poi chi la sente la tua signora che ancora ti chiede: quando la monti?

Ma si, hai un po’ di tempo, perchè non farlo ora.

Esci e prendi il trapano nel mobile degli attrezzi, gli stop, le viti e tutto quello che potrebbe servirti.

Prendi la prolunga, metti la spina e pensi: certo che sto lavorando anche quando potrei riposare un po’.

Un bel sonno senza risvegli bruschi.

Da quanto tempo ci pensi?

Magari puoi dividere il tempo, una mezz’oretta sul divano e poi fare tutto il resto.

Ti sdrai sul divano e vedi il pc.

L’ultima puntata della tua serie preferita.

Quella che hai lasciato da parte prima di diventare neo padre.

Ma si, sdraiato sul divano con il portatile sulle gambe, una puntata dura 25 minuti e poi ti metti a fare tutto il resto.

E mentre carica, magari puoi andare in bagno.

Ma te lo ricordi l’ultima volta che sei andato in bagno tranquillo senza fretta? Senza dover lasciare la postazione di corsa per una urgenza paterna?

Non ci puoi credere.

Il bagno tutto per te.

Prendi il libro di prima.

Prendi il cellulare.

Lasci la porta aperta!

Appena ti siedi, squilla il telefono.

La tua signora.

Sei andato a prendere Selina?

Come prendere? Perchè?

Sono già le tre, devi andare

Ti sei perso una giornata pensando a cosa avresti potuto fare, senza aver fatto nulla.

E una lacrima scende.

Pubblicato in: Diario, In pratica, Pensieri, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 268 – Guida in stato di Gravidanza

Io sono di Roma.

Non so esattamente come funzioni nelle altre città ma, a Roma, guidare non è semplicissimo.
Per prendere la patente a Roma devi fare degli esami diversi perchè guidare per le strade di Roma ti rende un uomo diverso.
Ho visto monaci tibetani trasformarsi in orribili orchi mentre cercavano parcheggio nelle vie della capitale.
Se si va a meno di una certa velocità si rischia il pubblico linciaggio.
Se si supera a destra, si viene ricoperti di insulti.
Per non parlare di sanpietrini, buche e dossi che si trovano ogni dieci metri.
Poi ovviamente ci sono le doppie e terze file, ognuna con il suo parcheggiatore che smista la folla.

Non tutti, per esempio, hanno in dotazione le frecce, questo crea un po’ di disordine nel capire dove quello davanti a te stia andando.

Ma soprattutto, a Roma, l’originalità delle risposte è il punto forte:

  • “Mo che hai sonato, canta.” (Ora che hai premuto sul clacson, prova a cantare sulla stessa tonalità).
  • .”..e de tu nonno!” (Tipica risposta ad una imprecazione romana che prevede il richiamo degli avi del guidatore di fronte)
  • “Nun t’accollà, tanto nun te la do!” (Non avvicinarti così tanto al retro della mia autovettura, potremmo farci del male.)

Ora, con queste premesse, pensatemi su una punto blu con accanto una donna incintissima che soffre ad ogni minimo sobbalzo.
Ho ricevuto più minacce di morte negli ultimi mesi che in trentun anni di vita.
E siamo sotto doppio attacco!
Dietro c’è chi vorrebbe lapidarti se non acceleri, accanto, hai una donna incinta che minaccia di staccare parti del tuo corpo se non vai piano.

Così, con le quattro frecce e una media di 10 km/h mi incammino verso casa, pieno di calma, pazienza, e tanta speranza.

Un signore con il bastone mi supera in velocità e mi saluta sorridendo.

L’unica, magra, consolazione sta negli occhi di quei padri che ti superano, che alzano il braccio per indicarti la via per quel paese ma poi vedono lei, con il suo pancione e ti guardano, con quel misto di comprensione e compassione, come a dire: vai fratello, sei tutti noi.