Pubblicato in: Consigli, Diario, In pratica, ricordo

GIORNO +63: RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI ( Ovvero consigli per chi si fosse messo in contatto solo ora)

Dall’alto dei miei due mesi e mezzo di paternità ho capito alcune cose che prima ovviamente non sapevo.

Ho sempre odiato le frasi tipo: “non sei genitore, non puoi capire”.

Ora che lo sono capisco.

Ma non per questo infierisco su chi non ne ha.

Prima della nascita di mia figlia ho studiato praticamente di tutto.

Avrei potuto prendere una laurea in puericultura o perlomeno organizzare un corso per la regione su come si cresce un figlio.

Poi lei è nata veramente.

E ho buttato tutti i libri e il sapere che avevo.

Ecco di seguito le 10 cose che ho capito fino ad ora (e che sicuramente saranno sbagliate tra qualche mese)

1 – Non sottovalutare i giorni del parto.

Nel giorno più bello della vostra vita, la tua signora sarà in ospedale a fare il lavoro più duro, mentre noi saremo senza far niente in attesa.

Sbagliato! GODITI QUESTI GIORNI. Passeranno molti anni prima di riavere casa completamente per te senza nessuno. Dormi, mangia, ubriacati, (ri)guarda tutta la saga di Guerre Stellari. Fai qualunque cosa, ma falla. Fidati.

2 – Non siamo così inutili.

Appena nata, tutti corrono in ospedale a complimentarsi.

Tutti baciano la tua signora.

E tutti ti dicono: va beh, ma tu non hai fatto niente, il grosso lo ha fatto lei.

E tu sei relegato al ruolo di parente lontano, che viene a trovare la nascitura.

Addirittura alcuni ospedali non ti fanno neanche rimanere dentro in quanto padre, ma hai gli stessi orari di Zia Elide che viene dall’umbria.

Ma non disperare.

Il ruolo del padre è quello del filtro. Siamo muri contro il mondo che vuole allungare le dita e dar fastidio al sonno di tua figlia, siamo il supporto per i primi giorni della nostra signora che è ancora bombardata dagli ormoni, siamo i risponditori di telefono mentre lei allatta…

3 – Un figlio non avvicina.
Lo so che questo che sto per dirti distrugge ogni tua idea di romanticismo e sicuramente mi creerà mille commenti feroci di tante mamme, ma in realtà un figlio non avvicina la coppia, ma la allontana.

Un figlio trasforma l’equilibrio che avete creato mentre eravate in due, lo distrugge e ne crea uno nuovo. Ma per crearlo, bisogna essere realmente forti e sapere che questo tempo passerà.
Se riuscite a superare questa prima fase, poi non ce ne sarà per nessuno.

Un figlio non avvicina, ma cementifica la coppia se è forte di partenza.

4 – Non serve dormire prima.

La frase classica mentre si è in attesa di un figlio è: Hai dormito tanto? Tra poco non lo farai più.

Il problema è che non siamo un accumulatore di sonno, non abbiamo (purtroppo) una batteria di riserva che intanto possiamo mettere a caricare mentre facciamo altro.

Quando nascerà, ti terrà sveglio la notte.

Ma se siete in due potete organizzarvi con i turni (se non allatta al seno), puoi dare una mano a fare tutto il resto mentre lei allatta, potete dividervi il peso e dormire mentre l’altro cura la bambina.

E’ un gioco di squadra, solo che adesso la squadra è a 3.

5 – Lui/Lei lo sa quando mangi.

L’orologio biologico di un figlio non è tarato su un suo bisogno fisiologico.

Questo è quello che vogliono farvi credere.

In realtà lui/lei sa quando mangi.

Ed è esattamente in quel momento che avrà fame!

Vedo mia figlia dormire serenamente.
Allora cucino, preparo qualcosa, compro roba già pronta…

Appena porto la forchetta alla bocca sento: “waaaaa”

E’ così per tutti.

Non prendo un caffè caldo da oltre due mesi.

6 – Aspetta prima di toglierlo (il pannolino)

C’è un simpatico gioco che fanno praticamente tutti i bambini: appena li cambi, nel passaggio dal vecchio al nuovo pannolino, decidono che quello è il segnale per fare pipi.

E’ matematico, non si sbaglia.
E allora ricorda: una volta aperto il pannolino, prima di mettere il nuovo, aspetta.

Aprilo, ma lascialo li.

Ah, lo avessero detto a me….

7 – White noises

E infine arrivò la prima colica.

Un pianto disperato, senza sosta.

Non c’era niente al mondo che potesse calmarla o lenire questo dolore devastante.

Poi la mia signora decide di accendere il phon, perchè lei si calma così quando le fa male qualcosa.

E magicamente il pianto sparisce.

Si chiamano White noises e sono tecnicamente dei rumori continui tipo l’aspirapolvere, il ventilatore, il phon… e servono ad annullare gli altri suoni intorno e a tranquillizzare il bambino.

Esistono anche delle applicazioni sul cellulare, dove si possono mettere questi suoni vicino la culletta.

Con la mia funzionano.

8 – La cacca NON è santa

Non so chi abbia messo in giro questa voce, ma sicuramente era uno senza figli.

I bambini fanno la cacca non ancora con regolarità e molte volte hanno dei fastidi e problemi.

Il punto è che quando la fanno, l’ONU viene a bussare per chiedere se abbiamo armi di distruzione di massa.

A volte non credo sia concepibile che un essere così piccolo possa produrre qualcosa di così grande. Ma soprattutto lei aspetta me, quando siamo soli e quando sa che sono più vulnerabile.

Allora colpisce.

E di santo c’è veramente ben poco…

9 – Se piangi, se ridi…

Fortunatamente mia figlia ha iniziato a ridere da subito.

Forse perchè ancora non sa cosa le riserverà il futuro.

O forse perchè mi sta prendendo in giro su come mi comporto con lei.

Sta di fatto che quando piange ha dei codici ben precisi e ogni pianto ha un significato diverso.

Mano in bocca = Pappa

Mano sull’orecchi = Ninna

Gambe in alto = Puzzetta

E così via fino a creare un vocabolario Italiano-Selina, Selina-Italiano

Fondamentale: Tutti i bambini hanno il singhiozzo e il rigurgito.
La prima volta è devastante. Ti senti impotente e pensi che non ci sia più niente da fare. Dopo la quarta volta hai già capito che si tratta solo di doverla cambiare di nuovo.
Non ti agitare, è normale.

Il singhiozzo passa da solo, oppure basta un goccio di latte/tisana da farle bere per riassestare il diaframma.

10 – Stai qui, ora.

Non andare troppo a pensare a cosa farà all’università.

Non pensare a come potrebbe essere quando sarai tu vecchio e lei ti accudirà.

O anche solo a quando camminerà e sarà autonoma.

Pensa ad ora.

Al primo sorriso.

A quando ti guarda e ti riconosce.

Al suono dei suoi versetti.

Stai qui e goditi tutto, ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

E ogni giorno scopri qualcosa di te che non sapevi.

Goditela.

Annunci
Pubblicato in: Consigli, Diario, E' Nata, In pratica

Giorno + 1: Tornando a casa

E’ il giorno dell’uscita dall’ospedale.

Finalmente la dimettono e possiamo tornare a casa.
Arrivi lì, mentre lei si sta preparando e vedi altri quasipadri come eri tu e ti senti forte e saggio, di quella saggezza dettata dall’esperienza.
Li guardi e con lo sguardo dici: coraggio, ci siamo passati tutti.
E loro ti guardano come a rispondere: ma chi è questo?
Ripensi a quando a essere in quella situazione eri tu, con la tua signora e il suo pancione, mano nella mano, in attesa della vostra stanza.
Il tutto: solo 72 ore prima.
Incredibilmente ti ritrovi, dopo soli tre giorni, a conoscere tutti i padri che hanno iniziato questo percorso come te, anche se per così poco tempo, accomunati da quel senso cameratesco tipico maschile.
Vi salutate, come vecchi compagni di avventure, sicuri di rincontrarvi sulla via della crescita.
Prendi tua figlia e la tua signora e t’incammini verso la macchina.

Ecco alcune cose pratiche da fare e da ricordare:

1 – Porta la carrozzina e la culletta, poi una volta in macchina trasferisci la bimba sull’ovetto opportunamente pre-installato.
“Perchè non portarla direttamente nell’ovetto, dirai tu quasipadre?
Questa è una domanda molto intelligente, per uno che non ha in mano una bambina appena nata che piange, una donna incinta che non ha, in sostanza, dormito per tre giorni di fila, con il senso già distrutto dal dolore, la macchina parcheggiata in verticale perché non c’era altro posto e gli altri automobilisti che suonano come se foste tutti nel mezzo del capodanno cinese.

2 – Prima di uscire devi registrare tua figlia.

Come? Ti daranno un foglio appena nata, dove l’ostetrica avrà registrato l’orario in cui è nata con i dati della madre (se noti, i dati del padre si riducono a nome e cognome. Stop.).
Alcune strutture ospedaliere, il Fatebenefratelli di Roma, dove sono andato io, è una di queste, hanno al loro interno un servizio per registrare i neonati, altrimenti puoi andare direttamente all’anagrafe con il foglio entro dieci giorni dal parto.

3 – Dopo il parto guidare con la tua signora non sarà più semplice.

Come ho scritto sopra, devi calcolare che non ha dormito per tre giorni e che sogna soltanto un letto morbido e una doccia rinfrescante. Devi comunque fare piano, molto piano, perchè ogni buca è una sofferenza e se il bambino dovesse mai svegliarsi…

4 – Prepara a casa tutto. Non avrai tempo una volta arrivato.

Sterilizza il biberon e mettilo in bella vista, compra il latte anche se lei allatterà tutto il tempo al seno, magari per far dormire tua figlia puoi darle una aggiunta di latte, lei non se ne accorgerà. Prepara anche dei panini o della pasta fredda (questi per te e per la tua signora, non per la piccola, che comunque potrebbe gradire) da poter mangiare appena arrivati; avrete una fame incredibile e non ci sarà tutto questo tempo per cucinare.

L’imprevisto è dietro l’angolo, anche preparandoti tutto non puoi calcolare cosa avrà riservato per te il fato.
Quando meno te lo aspetti, qualcosa potrebbe andare storto, tua figlia se ne accorgerebbe e inizierebbe a piangere… Togli potrebbe.

Pubblicato in: Consigli, Diario, In pratica, Pensieri, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 270: Last, but not least 

L’ultima notte.

Domani, a quest’ora, avrò dentro le orecchie il suono di mia figlia che urla perché ha fame/sonno/pannolinodacambiare.
E io imparerò a riconoscerla tra mille urla di altri figli che hanno fame/sonno/pannolinodacambiare.
Rpienso a quando nove mesi fa tutto è iniziato, e non ci sembrava vero.
A quando quella barretta è apparsa e abbiamo fatto finta di niente, perché non ci credevamo davvero.
A dirla tutta non ci credo davvero nemmeno adesso, e, forse, non ci crederò finché non la vedrò, o forse finché non avrà 18 anni o un figlio tutto suo.
Mi volto indietro e provo a ripercorrere questi nove mesi, che sembrano una infinità mentre invece sono arrivati in un lampo.
Rivedo la mia signora che dorme sul divano per i primi tre mesi, che non riesce a mangiare niente perché le viene la nausea; l’accenno di pancia, che piano piano fa capolino e che alla fine non riesci più a nascondere.
Gli abbracci degli amici che lo scoprono solo ora.
La schiena che fa male, la macchina che fa male, le scale che fanno male, i pesi che fanno male…
Le risate, i sogni, i pensieri, le paure e le prospettive.
Speriamo sia bella come te ma abbia il mio carattere, perché al contrario sarebbe un mostro!

Soprattutto, ripenso alle 5 cose che mi hanno salvato la vita durante l’incintitudine:

1 – IL CUSCINO A FAGIOLO

La prima cosa da comprare, assolutamente. Il costo è irrisorio ma la resa è fantastica.
E’ un cuscino a forma di fagiolo (ne esiste anche una versione più lunga che arriva fin dietro la testa); si infila tra le gambe e sotto la pancia, per sostenerla. Diventerà l’amante ufficiale della vostra compagna.
Ora, non siate gelosi, non strappate la federa, è solo un cuscino.

2 – INTERNET

Per un ansioso come me, avere a portata di mano tutto lo scibile umano sulla puericultura ha in parte sedato la scimmia urlatrice che c’è nel mio cervello e che urla: SCAPPAAAA!
Il problema è che sappiamo la conformazione chimica di plutone, ma non abbiamo un’idea precisa di come crescere un figlio.
Ogni parere è diametralmente opposto all’altro, senza possibili incontri al centro.
Chi da loro l’acqua, chi assolutamente no.
Chi “deve dormire da solo”, chi assolutamente no.
Chi “deve piangere”, chi…
In questo marasma, più leggo, più sento in lontananza un urlo di scimmia che si avvicina…

3 – AMAZON.IT

Ho scoperto un mondo inesplorato, in cui tutto è possibile.
Comprare online prodotti per i bambini fa risparmiare tempo, soldi e fatica e regala la sicurezza di ottenere ogni acquisto dentro casa “entro 3-5 giorni”.
Ho comprato il trittico passeggino e culla, i vari tipi di biberon, volevo comprare anche i vestiti, poi ho riflettuto bene.
Per molte cose c’è Amazon, per tutto il resto ci sono…

4 – I PARENTI

Il 90% di noi ha amici o parenti che hanno partorito da poco e che non vedono l’ora di regalarti tutto il guardaroba e l’attrezzistica comprata inutilmente quando aspettavano il loro primo figlio.
Anche se i vestiti sono da uomo e tua figlia è una femminuccia, tenteranno di metterti giù la cosa come una comoda alternativa alla schiavitù della moda moderna.
Unico rischio: ritrovarsi con 3 culle, 20 completi di tulle rosa uguali e nessun ciuccio.

5 – GLI AMICI

Sono quelli che ti salvano dal crollo psicologico, dandoti tutti i consigli del mondo, senza ovviamente avere neanche l’ombra di un figlio.
Sanno tutte le leggende metropolitane sui figli, ogni storia o fatto è narrato come verità imprescindibile.
Il tutto, però, accompagnato da una bella birra, che aiuta a raccontare le storie.

Ora, non ci resta altro che aspettare, e capire cosa succederà dopo.

Pubblicato in: Consigli, Diario, In pratica, Pensieri, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 241: La Valigia

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio

Normalmente, quando dobbiamo andare fuori per un week end, io esco con uno zainetto piccolo contenente tutto il necessario per due giorni fuori.
Mentre lei….
Mi giro verso la porta e vedo quattro valige accatastate una sull’altra, un borsone termico, due zaini da campeggio e un trolley.

Perchè ti sei messa ora a fare il cambio di stagione?
Ma no, sono due cose per il viaggio…

Ecco, con questa premessa, parte la mia battaglia personale per la creazione della valigia per il parto.
La valigia, a parer mio, dovrebbe essere una cosa pratica, con la quale portare solo lo stretto necessario, lasciando il resto a casa, da prendere, nel caso, in un secondo momento.

Invece no.
Deve esserci tutto dentro.
TUTTO.

Per mia figlia, pur nascendo in giugno, devo portare una copertina di lana, non sia mai ci sia l’aria condizionata troppo fredda nell’ospedale, ma anche una di cotone, perchè in ogni caso fa caldo ma non ci sono più le mezze stagioni…

E poi pannolini, vestitino a mezze maniche, a maniche lunghe, a bottoni aperti, il cappellino, le ghettine, i calzini, le salviettine, l’accappatoietto….
Senza ovviamente considerare tutto il necessario per la mamma.

CONSIGLIO PER I PADRI: Generalmente sul sito dell’ospedale dove andrete a partorire, ci sono delle indicazioni sulla borsa per il parto. Noi andremo al Fatebenefratelli e vi riporto qui cosa consigliano direttamente dal sito:

Per la mamma:

  • 2-3 camicie da notte di cotone aperte,
  • vestaglia
  • 2 reggiseni per l’allattamento
  • tutto per l’igiene personale
  • pantofole comode
  • (il phon è nel bagno, portare una valigia piccola)

Per il bambino:

  • 3 cambi composti da: un body mezza manica di cotone, una tutina o ghettina con maglietta
  • 1 copertina di lana o cotone a seconda della stagione

Per il papà (se assiste al parto):

  • kit camice di carta e sovrascarpe (si compra presso l’ospedale al distributore di bevande)

Inoltre un sacchetto per la sala parto con:

  • assorbenti del post parto
  • mutandine a rete usa e getta
  • cartellina con tutte le analisi in cui deve essere messo in evidenza il gruppo sanguigno, HbSAg, HCV, tamponi, elettrocardiogramma, visita anestesiologica, le analisi dell’ultimo mese di gravidanza e le ecografie
  • primo cambio del bambino composto da: un body di mezza manica di cotone, una tutina o una ghettina con maglietta a maniche lunghe e una copertina.

Ultime notizie dal fatebenefratelli di Roma, segnalazione di una lettrice: sembra che, per motivi di budget, non forniscano più i pannolini. Quindi nella busta del bambino da consegnare in sala parto inserite un pannolino new born e portatene un pacco in ospedale.

P.S. la ma borsa è pronta dal 4 ottobre, ossia da quando mi ha detto che aspettavamo un bambino.
Dentro ci sono una maglietta, un paio di mutande, dei calzini e uno spazzolino. Ma solo perchè non so se mi faranno dormire lì o meno.
Altrimenti la maglietta non l’avrei presa.

Pubblicato in: Consigli, Diario, In pratica, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 179: Il corso Pre Parto

Ne avevo solo sentito parlare.
Credevo fosse una cosa tipicamente americana, invece, è seguitissimo e molto utile.
Di corsi pre parto ne esistono di tutti i tipi, per quelli che vogliono partorire in acqua, a casa, da soli, in gruppo…
Ce ne sono sia a pagamento che gratuiti, noi ne abbiamo trovato uno presso la ASL, qui a Roma, un servizio decisamente puntuale con gente preparata e qualificata. C’è che dice che si debba fare dal sesto mese, chi dal settimo, chi oltre il nono. Provate a informarvi nella vostra zona.
A me, è’ andata più o meno così: chiamo la ASL per fissare un appuntamento, mi danno una data per la prima lezione e ci presentiamo puntuali nella sala d’aspetto. Pensavo sarebbe stato un momento di incontro tra le future mamme e i futuri papà, anche per poter parlare di cose tecniche come ad esempio:
– “Come si cambia un pannolino?
– “E soprattutto dopo che ne devo fare?
– “La testa del bambino la devo sempre tenere?
Nella sala d’aspetto, però, c’erano tante future mamme ma solo un futuro papà: me.
Magari arriveranno dopo… (penso)
Ci fanno accomodare in un’altra stanza e appena entrati scopro l’amara verità: un cerchio di sedie rosa con tutte donne sedute che si tengono il pancione e io da solo su una nera.
Volevo sparire.
Scene così le avevo viste solo nei film, e proprio in quel momento:
Ciao a tutte, io sono Carolina e sono la vostra consulente per il parto
e tutte in coro
Ciao Carolina
Fatemi uscire!
Mentre mia moglie continua a ridere per la situazione, io penso ad un piano di fuga, senza dare troppo nell’occhio.

CONSIGLIO PER I PADRI: Se vi trovate in una stanza con tutte donne incinta, evitate qualunque battuta, QUALUNQUE, anche quelle che possono sembrare più innocue e immaginiate siano del tutto innocue. Non sono innocue.
Fidatevi.
Potreste urtare la sensibilità di una qualunque delle madri presenti in sala.

Imbarazzo per i papà a parte, il corso pre parto è un servizio molto interessante, stiamo andando avanti e ad ogni lezione abbiamo nuove informazioni utili per quanto riguarda il parto ma, soprattutto, per le cose pratiche di tutti i giorni. Nei prossimi post ve le racconterò mano a mano.
L’unica differenza è che adesso lo segue mia moglie e poi mi racconta, io resto a casa e preparo la stanzetta per nostra figlia.