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GIORNO + 158: THE AMAZING SPIDER DAD

Sotto le mentite spoglie di un giovane neo padre si nasconde in realtà un nuovo tipo di super eroe.

Con la nascita della primogenita, tutto sembrava girare per il verso giusto, e il giovane neopadre ancora ignaro dei suoi cambiamenti, si muoveva tranquillo per la città.

Un giorno però venne morso da sua figlia e questo fu l’inizio della trasformazione.

Iniziò a sentire delle mutazioni nel suo corpo: sveglia all’alba, 3-4 ore di sonno, perdita costante della memoria per gli appuntamenti e per gli oggetti personali.

Ma i veri super poteri arrivarono da li a breve.

 

1 – MOLTIPLICAZIONE DELLE MANI

Divenne una sorta di polipo gigante, la versione genitoriale del dottor Octopus. Riusciva contemporaneamente a tenere in braccio la bambina, prendere il latte, chiudere lo sportello del microonde, impedire che il piedino della figlia butti a terra la cucina, cambiarle il pannolino e buttare quello sporco.

Non è fisicamente possibile avere un figlio con solo due mani.

 

2 – SUPER UDITO

Nel mezzo di una qualunque discussione tra amici, il giovane neopadre si ferma, alza la testa come un cane da caccia che punta la preda e dice solo: “Scusate devo andare”.

Riesce a sentire in mezzo ai cori da stadio il flebile pianto della figlia e a correre in suo soccorso.

Incredibilmente distingue senza nessun problema i pianti dei vari neonati, senza sbagliare mai.

Il super udito però è un potere selettivo, funziona solo con la figlia, con la moglie ancora va tarato bene.

 

3 – IL DONO DELLE LINGUE

Eh guuuuu.

Il giovane neopadre impara facilmente la lingua dei figlio e la interpreta anche con gli accenti giusti. Capisce che “Ngueeee” vuol dire pappa e che “Ngueeee” vuol dire cambiami il pannolino.

Quando la piccola fa versi che per il resto del mondo sembrano richiami per delfini, il super neopadre inizia una amabile conversazione toccando anche argomenti di attualità e di politica estera.

Ma soprattutto crea neologismi che utilizza anche nella vita vera.

La bimba gnagna (si lamenta), è grogi (stanca), bumba (acqua)…

 

4 – ANNULLAMENTO SENSORIALE

Se prima il giovane neopadre aveva dei problemi con gli odori forti, con le consistenze particolari, con la saliva e le secrezioni nasali, ora per lui sono normale routine.

Prima del morso usava una salvietta diversa per cosa da pulire.

Ora le mani sono la salvietta migliore e sempre a portata.

Non sente le puzze, non percepisce i sapori.

Ormai è diventato totalmente distaccato dal suo vecchio mondo.

 

5 – SCIOGLIMENTO DEI SOLIDI

Un grande dono che ha il giovane neopadre è quello della trasformazione della materia. Non prendendo materiali in giro e facendoli diventare oro, ma trasformando se stesse da un uomo tutto d’un pezzo ad un ammasso informe di gelatina.

Come?

Semplicemente ascoltando un complimento fatto alla figlia.

“Ma ha degli occhi bellissimi”

Bram! Giù a terra liquefatto.

“Va beh, è troppo bella”

Svish. Il corpo non ha più consistenza.

“Guardala come ride, ha lo sguardo del papà”

Washhhh! Si perde ogni tipo di controllo sul proprio corpo.

 

Le incredibili avventure di Spiderdad non avranno mai fine.

Finchè ci sarà un figlio da sfamare.

Finchè una bimba piangerà.

Ogni semplice genitore si trasformerà in un incredibile

SUPER PAPA’

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GIORNO +148: PER UN PUGNO DI NINNE

Capisci di essere diventato grande quando ti addormenti sul divano e ti svegli sul divano” (web)

Questa frase racchiude tutto il mondo genitoriale in un unico grande evento che è quello delle ninne.

Per far addormentare mia figlia ho sperimentato diversi metodi:passeggiare per casa, metterla in macchina e fare il giro del palazzo, sul divano con il phone acceso, darle da mangiare da sdraiata, con il ciuccio….

Ma fin ora nessuno di questi ha dato continuità.

O meglio, hanno funzionato tutti.

Un paio di volte.

Poi basta.

Quindi ogni volta bisogna inventarsi qualcosa di nuovo.

Quando finalmente si è addormentata, ci sono quei primi minuti in cui il sonno è ancora troppo leggero e ogni minimo rumore può far ripartire la giostra.

In quei minuti io e la mia signora come moderni ninja ci aggiriamo per casa senza neanche toccare il pavimento.

Calati dall’alto con le corde tipo Mission Impossible, ci lanciamo i piatti per apparecchiare senza farli tintinnare tra loro.

Stappiamo il vino bucando direttamente la bottiglia, altrimenti il tappo fa rumore.

Le sedie hanno i feltrini sotto le zampe, anche i bicchieri e le posate ce li hanno.

Poi accade l’imprevisto.

Generalmente è il campanello suonato da un venditore di qualcosa.

Oppure il cifotono con il postino (che per sua natura suona sempre due volte).

E lei si muove.

Un attimo di panico e immobilità generale.

Tutto si ferma.

Il cuore.

Il giornalista alla tv.

L’acqua che scende dal rubinetto.

Lei si gira su se stessa.

Apre gli occhi ma non guarda.

Il sangue si gela nelle vene.

Poi li richiude.

E tutto torna alla normalità.

E così va avanti per tutti i giorni, una lotta per fare qualcosa che invece noi genitori vorremmo disperatamente riuscire a fare.

Non dormo ininterrottamente per più di 6 ore da 5 mesi!

Eppure quando si addormenta, dopo una serie infinita di parolacce, la guardi sorridere nel sonno e capisci che se ti addormenti ti perdi questo spettacolo e allora resti li incantato, a guardarla, con quel respiro calmo, quella bocca semi aperta.

E pensi che stai facendo tutto bene, che lei cresce bene, che è felice, e che anche tu lo sei.

Magari con poco sonno.

Ma sei felice.

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GIORNO + 79: IO E TE DA SOLI

E’ successo.

Era il momento che aspettavo con gioia e preoccupazione.

La mamma è andata via per lavoro e oggi siamo soli con il papà.

Io e lei.

Da soli.

Panico.

Ok, calmo, tranquillo, sai tutto, sai gestire tutto.

La pappa la dai sempre tu di notte, quindisai come si fa; il pannolino lo cambi sempre quindi non c’è problema; sulla cacca abbiamo ancora delle difficoltà, ma possiamo lavorarci.

Già mi immagino una giornata di sole, io e lei con il passeggino a girare per la città.

O meglio ancora, con il marsupio davanti a girare per le strade.

Con tutti che ci guardano e dicono: ma che bella bambina, ma che bravo papà.

E io a gongolare perchè tutti ti guardano e ti dicono che sei bella.

E io prima ancora di sentirti piangere, mi fermo, prendo il latte e ti do da mangiare su una panchina in mezzo al verde, e tutti ci guardano e dicono: ma che bella bambina, ma che bravo papà.

E faremo la spesa, e guarderemo film in tv e giocheremo sul tappeto, rideremo e farai tante ninne.

….

Il rumore della porta che si chiude alle spalle di mia moglie e il pianto sincronizzato di mia figlia mi riportano alla realtà.

Lei piange, io le do il latte, lei piange ancora, allora le cambio il pannolino ed è piena di pupù e preparo l’acqua calda ma non troppo e la lavo ma ho dimenticato l’asciugamano e lei starnutisce perchè ha freddo e il fasciatoio è chiuso e con una mano è difficile da aprire ma non sai dove poggiarla, la cambi ma ha i pantaloni sporchi quindi devi prendere un altro completino ma non sai dove sta e non vuoi chiamare aiuti esterni quindi prendi il primo che trovi e la rivesti, ma continua a piangere e finalmente con il latte si calma.

E non sono passati neanche 10 minuti.

Decido che forse una passeggiata può distendere un attimo il clima di tensione che si respira dentro casa.

Prendo il marsupio e inizio a guardare le 615 pagine di istruzioni.

Ok, forse è meglio la fascia.

Invece delle istruzioni, la fascia ha addirittura un dvd per capire come si mette.

Bene, direi che la metto direttamente nel passeggino.

Appena messa sul passeggino, inizia a lamentarsi, si muove, si agita e non capisco cosa può volere.

La porto in strada e il sole ci accoglie con i suoi raggi.

Forse anche troppi raggi.

Ho appena scoperto che mia figlia in realtà è l’ultima reincarnazione di Dracula, visto che odia perdutamente il sole.

Abbasso completamente il tettuccio del passeggino e provo a camminare un po’. Lei sembra tranquilla, ma così blindata nel passeggino tutto chiuso sembra di portare a spasso uno scaldabagno.

Provo ad alzare un po’ il tettuccio e un urlo da dentro mi fa capire che forse è meglio stare fermo.

Entro per fare la spesa ma non mi accorgo che il tempo di preparare la borsa, metterla sul passeggino e scendere con lei è stato troppo lungo, quindi ora lei ha fame.

Cerca di corsa una panchina, o anche un muretto, mi accontento di un angolo pulito, una sedia di un bar, vi prego qualcosa….

Ti siedi su una sedia di fortuna, la prendi in braccio, prendi il latte ma dimentichi il freno del passeggino che come nella Corazzata Potemkin sta per investire una serie di passanti.

Fortunatamente il tuo piede è più reattivo della tua testa e riesce a frenare la ruota mentre continui a dar da mangiare a tua figlia.

Mentre le dai da mangiare, evidentemente passano davanti a te tutte puericultrici che hanno l’esigenza di doverti spiegare come tenere tua figlia, come darle il biberon, l’angolazione giusta… ma soprattutto vedendo un padre da solo ti trattano come l’ultimo dodo ancora in vita e ti guardano come a dire: povera bambina…

Decidi di tornare su anche perchè ha il pannolino bagnato, ha rimesso sulla tua camicia e ha evidentemente sonno ma non riesce a dormire.

Entri nell’ascensore ed è esattamente della grandezza del passeggino, ma senza le ruote.

Quindi devi smontarle, entrare e rimontarle fuori.

Il tutto con lei dentro.

Entri in casa, la metti sul letto e squilla il telefono.

Tua moglie ti chiede come va.

Tu guardi l’orologio e vedi che sono passate appena 3 ore.

Da uomo fai finta di niente e dici: tutto a posto, fai pure con comodo.

In realtà vorresti solo piangere chiedendole di tornare.

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GIORNO +91: ALL NIGHT LONG

ALL NIGHT LONG

(Morire, dormire, sognare forse… – W. Shakespeare)

La poppata delle 3.00 è un problema.

Perchè arriva nell’esatto momento in cui tu sei in piena fase rem e tutto vorresti meno che alzarti, contare quanti cucchiaini di latte in polvere usare, scaldare l’acqua metterla nel biberon, agitare il tutto e darle da mangiare.

In più quello che sistematicamente accade è che lei si addormenta dopo il pasto, tu resti sveglio perchè ormai il cervello si è attivato.

E quando finalmente Morfeo richiama il tuo corpo a se, sono già passate tre ore e devi di nuovo ricominciare da capo con il latte.

Ma c’è una notte, una in particolare, in cui tutto cambia.

Ed è la notte in cui salta la poppata delle 3.00.

Il bioritmo di un uomo si tara facilmente su degli orari prestabiliti, quindi alle 3.00 ero già in allerta nel sentire i classici rumori del risveglio.

Niente.

3.30.

Niente.

Mi alzo per andare a controllare.

Il primo pensiero, quello più ovvio, è che si sia soffocata con qualcosa.

Invece la vedo beata che dorme, russa anche un pochino.

Ah, si è mossa. Ecco, lo sapevo, vado a preparare il latte.

Esco, torno in camera convinto di trovarmi due occhi sbarrati e le lacrime pronte a scendere.

Niente.

4.05.

Sveglio la mia signora, e insieme ci ritroviamo davanti al lettino, con in mano il latte ormai freddo e lei che dorme beata con le braccia alzate.

5.01.

Niente.

“Chiama il pediatra, ha fatto il giuramento di Ippocrate, deve rispondere a qualunque orario.”

“Ma perchè? Dorme.”

“Eh, ma non ha fatto la poppata delle 3.00”

“Va bene, ma sta dormendo, non mi sembra denutrita”

“Svegliamola”

E mentre mia moglie tenta di bloccarmi perchè voglio destare mia figlia, ecco che lei apre gli occhi dolcemente, ci guarda e ci sorride beata.

Ore 6.25.

Il sorriso dura circa mezzo secondo. Poi il pianto da fame cancella una notte insonne.

Questa volta però non è colpa sua, siamo noi che non ci abituiamo ai cambiamenti, anche se sono cambiamenti positivi.

Ah, per la cronaca, il giorno dopo ha rifatto la poppata delle 3.00.

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GIORNO +57: LA PRIMA VACANZA (IN TRE) – Prima parte

Agosto.

Non un agosto qualunque.

L’agosto più caldo degli ultimi 200 anni.

Non so come combattevano il caldo 200 anni fa, so che io, la mia signora e la piccolina ci siamo murati in casa sotto l’unica fonte di refrigerio che è il condizionatore.

N.B.: ricordarsi di santificare chi ha creato il condizionatore.

Non potendo però vivere di sola aria (seppur condizionata), ogni tanto dovevamo uscire per la spesa e il posto perfetto era il centro commerciale.

Ogni volta che entro in un centro commerciale, mia figlia crolla dal sonno.

Ma non potevamo continuare a fare su e giù per un grande magazzino, quindi ci armiamo di pazienza e coraggio e cerchiamo una settimana da qualche parte.

Certo, cercarla ad agosto è come cercare una zona d’ombra nel deserto a mezzogiorno, ma la speranza è l’ultima a morire.

Mare non piace a me.

Montagna non piace a lei.

Collina è noiosa.

Pianura fa caldo.

Lago… lago!

Abbiamo trovato lago nel pagliaio. (scusate.)

Un buon compromesso tra mare e montagna, tra caldo e fresco; si scegliamo il lago di Garda, dove siamo stati anche l’anno precedente (ma in due).

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si deve partire, si deve calcolare un periodo di ritardo standard da collegare alla propria signora. Una volta capito il tempo di attesa, lo si deve moltiplicare per 3 per capire quanto ci metterete ad uscire una volta che avrete un figlio/a.

La regola del 3 può sembrare esagerata, ma per qualunque cosa vogliate fare, sappiate che il tempo che ci mettete sarà triplicato, è matematico.

Partiamo all’alba, prima poppata delle 6.

Io do il latte, la signora finisce le valigie.

Io finisco il latte, la signora non finisce le valigie.

Le do una mano, perchè in più c’è da fare anche la valigia della bambina.

VALIGIA MIA:

  • n° mutande a seconda del numero dei giorni
  • stesso per i calzini
  • 1 pantalone lungo (con l’altro ci parto)
  • 1 pantaloni corti (ma tanto farà freddo)
  • 4 magliette corte
  • 2 magliette lughe
  • un maglioncino
  • sacchetto con spazzolino, deodorante, sapone…
  • un libro + caricabatterie cellulare.

VALIGIA DI LEI:

  • 2 gonne
  • 3 pantaloni lunghi
  • 2 short
  • 3 paia di scarpe
  • 5 camicie
  • 4 maglie
  • un costume da bagno
  • un maglione di lana
  • una coperta di cotone
  • mutandine e calze in numero superiore ad infinito
  • reggiseni q.b.
  • Un prosciutto (per il viaggio)
  • Sciarpa e giacca a vento
  • Un libro
  • Un’altra borsa per trucchi e struccanti

LA BORSA DELLA BAMBINA:

  • Termos con l’acqua calda
  • Dosi del latte in polvere.
  • Pannolini.
  • Fasciatoio portatile.
  • Pezzetta per eventuale ruttino
  • 2 biberon (meglio 3)
  • Tisana in polvere
  • Altra busta di latte in polvere
  • Vestitini corti
  • Vestitini lunghi
  • Acqua per lei
  • Ciucci
  • Pulisci ciuccio
  • Copertina leggera e pesante
  • Cambio delle lenzuola della culletta

IMPORTANTE: RICORDARSI DI PORTARE IL CUCCHIAIO DOSATORE PER IL LATTE IN POLVERE

Ok, abbiamo preso tutto.

La domanda spontanea è: ma non potevamo farle ieri le valigie? Non trovo risposta nella mia signora.

“Devo però almeno pulire la cucina, altrimenti quando torniamo è sporca”

Intanto il tempo scorre.

“Ok, ci sono. Partiamo?”

E la piccola piange.

“Oddio, perchè piange?”

“Perchè sono già passate tre ore. Ha fame.”

E così l’idea di partire all’alba sfuma inesorabilmente.

CONTINUA….

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GIORNO +60: AUGURI PICCOLA MIA

Chissà cosa stai guardando ora.

Il tuo riflesso nello specchio

di chissà quale casa

con i tuoi capelli

di un colore che andrà di moda

qual’è il colore dei tuoi occhi?

Il riflesso della luce li fa cambiare

come succede con i miei?

O sarai unica come sempre?

Quali odori ci saranno a casa?

Che colori?

Hai qualcuno vicino?

Ci sono io?

So che sarai bellissima,

curiosa, simpatica

innamorata della vita

e appassionata di tutto

ti guarderai e mi vedrai

nel riflesso della tua giovinezza

riscoprendo la mia

come a clonarmi l’anima

Il tempo sta cambiando

lo fa spesso in questo periodo

cosa senti?

Chi c’è?

Ci sono io?

Una voce ti chiamerà dall’altra stanza

dicendo che manchi solo tu

che è tutto pronto

e non puoi ritardare

auguri piccola mia, per tutti i tuoi compleanni futuri.

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GIORNO +20: TANTO PE MAGNA’

L’allattamento al seno è una immagine idilliaca di vita e di gioia.

Con il latte artificiale anche noi uomini possiamo dar da mangiare ai nostri figli e diventare parte integrante della loro crescita.

La prima volta che dai il biberon a tua figlia è un momento magico, la guardi e pensi: che meraviglia.

La prima volta.

Già dalla seconda la magia inizia a scemare.

Calcolando che un neonato mangia in media 8 volte al giorno (ossia circa una volta ogni tre ore), la magia si perde completamente già dopo la prima settimana.

Ad un certo punto diventa un vero e proprio lavoro, con ritmi precisi e prassi da seguire.

Mia figlia credo sia nata a Greenwich perchè ci si può regolare l’orologio sulle sue poppate.

Apre gli occhi e piange come se non mangiasse da sei mesi, anche se ne ha soltanto due.

Un pianto disperato, che sembra implacabile.
Ma che immediatamente smette con l’arrivo del latte, come se fosse la bambina più buona della storia delle bambine.

La prima volta non sai come tenerla, sei attento alla posizione, usi un cuscino per spostarla, inclini il biberon in modo che non si formi aria nella tettarella.

Dopo una settimana sei una macchina da guerra, allatti con una mano e con l’altra stai scrivendo al cellulare mentre guardi la tv. Tua figlia si trova in posizioni talmente innaturale che ogni tanto ti stupisci di come un corpo possa essere così flessibile.

E anche se la tieni nel modo corretto, arriverà sempre qualcuno a dirti che stai sbagliando.

Tua madre, tua moglie, tua suocera, il vicino di casa: la testa è troppo alta, troppo bassa, attento al biberon, ma come la tieni?….

Un uomo che allatta è una scena che sicuramente risulta dolce vista da fuori.

Non alle tre di notte.

Alle tre di notte non c’è niente di dolce.

La poppata delle tre è devastante. Tua figlia riesce a prendere il momento esatto in cui la fase REM è al suo apice e nel tuo sogno stai per salvare la principessa.

Ti alzi impaurito pensando che ti stiano bombardando e che la civiltà ormai non abbia più scampo, mentre invece è solo lei che ha fame.

Metti l’acqua nel biberon.

E lei piange.

Metti il latte in polvere.

E lei piange.

Ti ricordi di non aver scaldato l’acqua, quindi butti tutto.

E lei piange.

Metti l’acqua riscaldata nel biberon.

E lei piange.

Metti il latte in polvere.

E lei piange.

Agiti.

E lei piange.

La prendi in braccio, le dai il biberon.

E lei sorride al mondo.

Finita la poppata, scatta il momento ruttino.

Ognuno ha la sua tecnica, io la metto sulla spalla e cammino per la stanza.

CONSIGLIO PER I PADRI: Qualunque sia la vostra tecnica, non vi annoiate troppo in fretta. Se non fa uno o meglio ancora due ruttini, nel momento in cui la mettete giù, avrà un rigurgito stile film dell’orrore e non solo dovrete lavarla e cambiarla, ma dovrete di nuovo darle da mangiare.

Quando lei dorme, beata e angelica, voi ormai avete irrimediabilmente perso il sonno.

C’è chi guarda la tv, chi legge, chi passeggia.

E chi scrive un blog.

Ore 3.53, provo a dormire, va.

Buonanotte.

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GIORNO +40: I MIEI PRIMI 40 GIORNI

Finalmente sono passati.

Dicono che siano i più duri.

La chiamano la quarantena.

Dicono che i successivi siano peggio.

Gli amici ti dicono: eh, questa è la fase migliore, poi sarà peggio…

Il problema è che lo dicono per tutte le fasi!

Se non cammina, quando gattona sarà un dramma.

Quando gattona, appena cammina bene sarà un dramma.

Quando cammina, aspetta che inizi a chiederti i perchè…

E’ una vera e propria quarantena, in cui sei bombardato da mille informazioni diverse.

Intanto i tuoi ritmi sono completamente cambiati, in 40 giorni non sono riuscito a bere un caffè caldo appena fatto: ogni volta che lo verso mia figlia reclama attenzioni.

40 giorni ti servono per capire se sei pronto alla fuga o al fatto di avere per tutta la vita con te un essere che cresce e che per buona parte del tempo dipenderà da te.

Ma ti serve anche per guardarti allo specchio e capire che sei cresciuto tutto insieme, che ora hai una responsabilità in più e che non c’è solo la parte bella dei regali, del far vedere la piccola agli amici, dei giochi…. ma ci sono anche le poppate notturne, i pianti, le coliche, i pannolini….

I bambini sono meravigliosi quando sei lo zio.

Se sei il padre è un po’ più tosta.

Vedi i capelli bianchi (per chi li ha ancora) e vedi quella ruga che prima non c’era.

Ma se guardi bene, quella ruga è di espressione, di un sorriso che ti spunta quando la vedi e quando ti guarda.

Dopo 40 giorni inizia a seguirti con gli occhi, sorride senza denti e stringe con quelle ditine che sembrano sempre sul punto di spezzarsi.

In 40 giorni cresce in una maniera spaventosa, i vestiti che prima non le entravano ora le stanno piccoli. Capisci adesso perchè ti hanno regalato un quantitativo di vestitini con ancora l’etichetta. Tu farai lo stesso per il prossimo bimbo che nasce.

In 40 giorni impari a:

  • cambiare un pannolino in meno di 1’30”
  • preparare la pappa anche con gli occhi chiusi
  • ottimizzare i tempi di sonno, ossia addormentarsi subito in ogni angolo e in qualsiasi situazione
  • tagliare le unghie di un neonato mentre è distratto dal biberon
  • riconoscere quando un pianto è fame, uno è sonno, uno è caccapipìcolichette

Credo che nessuno stage ti dia tanto in così poco tempo.

Ma allo scadere dei 40 giorni, tutto prende finalmente un ritmo.

Anche la tua signora cambia, i livelli di ormoni nel corpo si regolarizzano e lei torna finalmente ad essere una donna normale e non una figura mitologica metà donna e metà incazzatura.

Se superi i primi 40 giorni, puoi finalmente dire: questa è la fase migliore.

Ora arriva il peggio…

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GIORNO +30: IT’S A WAR, BABY!

Tralasciate le convenzioni tipo: “un figlio ti cambia la vita” – “ti innamori appena lo vedi” – “e’ una cosa meravigliosa”, c’è un’unica frase che unisce tutti i neopadri: “E’ una guerra”.

Come in tutte le guerre, impari subito a riconoscere gli alleati da quelli che non sono ancora stati toccati dalla battaglia.

Torni a casa e tutto ti sembra diverso.

Non è il mondo come lo conoscevi, non c’è nulla che ti ricorda la tua casa del passato.

Riconosci subito una casa abitata da un neonato perchè ha:

  • ovunque fogli scottex per asciugare, pulire e poggiare gli oggetti
  • un pentolino con dell’acqua sui fornelli per sterilizzare
  • diversi set di biberon su vari mobiletti
  • il tavolo del salone adibito a fasciatoio
  • carrozzina, ovetto, passeggino messi in un angolo

Un neo padre lo riconosci subito.

Ha le occhiaie marcate, non da feste notturne ma dalla poppata delle 3.

Ha l’inconfondibile odore di bambino, un misto tra caccasanta e latte.

E’ vestito uguale all’ultima volta che l’hai incontrato.

Ma soprattutto quando ti vede, ti riconosce e ti fa un impercettibile gesto di intesa, che solo noi neopadri possiamo capire.

E’ una guerra, e siamo tutti dalla stessa parte.

Il vantaggio è che se un neopadre incontra una neomamma, questa sarà la sua consigliera per tutto. Dovevo comprare un ciuccio e non sapevo la dimensione esatta.

Ho chiesto ad una farmacista da poco mamma, per poco non regalava metà dei prodotti del banco ed era disposta a fare da baby sitter a mia figlia.

Un amico (già padre) mi ha detto: “Come va? Di che va male, mi raccomando!”

“Perchè?” – ho risposto io

“Perchè se dici che va bene, ti tiri dietro tutte le sfighe di quelli che hanno i figli che piangono sempre!”

Ed è vero.

Quando all’inizio mi dicevano: Eh, non dormi la notte, vero?

Io rispondevo: In realtà si fa anche 4/5 ore di fila

La risposta nei loro visi era un misto di delusione, invidia e odio puro.

Ora dico sempre: “lascia stare, non chiudo occhi da un mese!”

Questo rasserena gli animi e fa vivere in serenità la famiglia.

Ma soprattutto riconosci i neopadri da i nonpadri (o dai padri che hanno figli molto grandi) dalla reazione di quando vedono tua figlia dormire.

I nonpadri allungano le mani, la toccano e cercano di svegliarla per vedere cosa fa.

I neopadri ti stringono la mano, sgozzano un capretto in onore di una divinità pagana e se ne vanno in silenzio senza svegliarla.

Perchè quando un bimbo dorme è tutto merito suo.

Quando si sveglia è solo colpa tua.

Come si dice in tutte le guerre, bisogna solo pensare che stiamo lottando per la pace, per un futuro migliore, in cui lei sarà grande e vorrà dormire e voi la sveglierete di notte solo per il gusto della vendetta…