Pubblicato in: Consigli, Diario, In pratica, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 179: Il corso Pre Parto

Ne avevo solo sentito parlare.
Credevo fosse una cosa tipicamente americana, invece, è seguitissimo e molto utile.
Di corsi pre parto ne esistono di tutti i tipi, per quelli che vogliono partorire in acqua, a casa, da soli, in gruppo…
Ce ne sono sia a pagamento che gratuiti, noi ne abbiamo trovato uno presso la ASL, qui a Roma, un servizio decisamente puntuale con gente preparata e qualificata. C’è che dice che si debba fare dal sesto mese, chi dal settimo, chi oltre il nono. Provate a informarvi nella vostra zona.
A me, è’ andata più o meno così: chiamo la ASL per fissare un appuntamento, mi danno una data per la prima lezione e ci presentiamo puntuali nella sala d’aspetto. Pensavo sarebbe stato un momento di incontro tra le future mamme e i futuri papà, anche per poter parlare di cose tecniche come ad esempio:
– “Come si cambia un pannolino?
– “E soprattutto dopo che ne devo fare?
– “La testa del bambino la devo sempre tenere?
Nella sala d’aspetto, però, c’erano tante future mamme ma solo un futuro papà: me.
Magari arriveranno dopo… (penso)
Ci fanno accomodare in un’altra stanza e appena entrati scopro l’amara verità: un cerchio di sedie rosa con tutte donne sedute che si tengono il pancione e io da solo su una nera.
Volevo sparire.
Scene così le avevo viste solo nei film, e proprio in quel momento:
Ciao a tutte, io sono Carolina e sono la vostra consulente per il parto
e tutte in coro
Ciao Carolina
Fatemi uscire!
Mentre mia moglie continua a ridere per la situazione, io penso ad un piano di fuga, senza dare troppo nell’occhio.

CONSIGLIO PER I PADRI: Se vi trovate in una stanza con tutte donne incinta, evitate qualunque battuta, QUALUNQUE, anche quelle che possono sembrare più innocue e immaginiate siano del tutto innocue. Non sono innocue.
Fidatevi.
Potreste urtare la sensibilità di una qualunque delle madri presenti in sala.

Imbarazzo per i papà a parte, il corso pre parto è un servizio molto interessante, stiamo andando avanti e ad ogni lezione abbiamo nuove informazioni utili per quanto riguarda il parto ma, soprattutto, per le cose pratiche di tutti i giorni. Nei prossimi post ve le racconterò mano a mano.
L’unica differenza è che adesso lo segue mia moglie e poi mi racconta, io resto a casa e preparo la stanzetta per nostra figlia.

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Ricette per futuri papà: Il Tiramisù senza Uova

Ingredienti per un tiramisù piccolo

250 gr mascarpone

125 gr panna da montare

80 gr zucchero

1 pacco di savoiardi

caffè (zuccherato o no a seconda dei gusti)

cacao in polvere

acqua

Preparazione

Metti su una moka grande di caffè oppure calcola almeno 5 o 6 capsule se lo fai con la macchina per il caffè espresso come Nepresso, Dolcegusto, A Modo mio, etc.
Nel frattempo metti in una bacinella il mascarpone e lo zucchero e lavorali con un mestolo fino a raggiungere un composto unico.
In un’altra bacinella con i bordi alti metti la panna liquida e montala a neve.

NOTA PER I PADRI: Per montare perfettamente la panna, ci sono alcuni trucchi.

  • La panna, va conservata nella parte alta del frigo, quella più fredda (circa 2-4°C).
  • In estate, se fa molto caldo, puoi:
    • mettere la panna in freezer per 2-3 minuti, prima di montarla;
    • inserire la bacinella in una bacinella più grande, con del ghiaccio dentro.
  • Inizia a montare la panna con le fruste a bassa velocità, aumentandola piano, piano;
  • Non lavorare molto la panna, a meno che tu non voglia del burro 🙂

Una volta montata la panna, unisci il mascarpone e lavoralo piano dal basso verso l’alto, in modo da incorporare aria.

Metti il caffè in una bacinella e allungalo con l’acqua (scegli se zuccherarlo o meno, io lo utilizzo amaro perchè lo bevo amaro).
Immergi i savoiardi nel caffè e mettili su un vassoio con i bordi alti.
Continua finchè non copri tutto il primo livello del vassoio.
Ora sei pronto per mettere la crema sui savoiardi.
E via con il secondo strato di savoiardi bagnati.
L’ultimo strato sarà composto dalla crema e dal cacao spolverizzato sopra.

In questo modo avrete una crema sicuramente meno liquida del tiramisu normale, ma la vostra signora potrà mangiarla senza nessun problema.

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Giorno 12: Che si mangia? – Capitolo II – Il problema del Ferro

Molte donne, soprattutto dopo i 32 anni, soffrono durante la gravidanza di carenza di ferro, questo è dettato principalmente dal feto che necessita di assorbire molti elementi per crescere e formare le ossa.

Se siete in quel ristretto cerchio di fortunati uomini che hanno accanto donne che non soffrono di carenza di ferro, amici miei, vi stimo.
Se siete in quel ristrettissimo cerchio di iper-fortunati uomini che hanno accanto donne che soffrono di carenza di ferro, ma che assumendo integratori non hanno problemi, amici miei, vi invidio.
Se invece siete nel grande cerchio di coloro che hanno accanto una donna che soffre di carenza di ferro e che assumendo integratori ha problemi di intolleranze, amici miei, siamo tutti sulla stessa barca.

Purtroppo gli integratori di ferro hanno lo spiacevole effetto di non essere perfettamente sopportati dall’organismo (specie in questa fase) e quindi, se non lo assumono sono stanche, affaticate, non dormono e sono irritabili ma, se lo assumono, hanno dolori all’addome, crampi e… sono irritabili.

Bisogna fare delle prove.
Purtroppo ci vuole un po’ di tempo e ogni donna reagisce in maniera diversa ma, quando e se trovate l’integratore giusto, ordinatelo in farmacia, oppure, andate su Internet, compratene una scorta e tenetela sempre con voi, non sia mai.

C’è chi dice che per fissare il ferro va mangiato il limone (spremuto nell’acqua per esempio), chi invece dice che una minima intolleranza al glutine potrebbe interferire con il fissaggio del ferro.

E la carne?
C’è chi dice no e c’è chi dice si…
I fagioli pare di no perchè gonfiano l’intestino, le pasticche però no perchè…

Forse rosicchiando delle sbarre di ferro….

Padri, facciamo fronte unico, uniti ce la possiamo fare.
Resistiamo.

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Giorno 11: Che si mangia?

Credo a questo punto che non sia così inusuale che molte donne incinta inizino a mangiare male e, spesso, troppo.
Una nuova vita sta nascendo e ha bisogno di nutrimento e la fame aumenta ma, prima di capirci qualcosa, pare che non si possa mangiare proprio niente!

Se uno prova a cercare su internet “Cosa non mangiare in gravidanza” viene sommerso da centinaia di input, spiegazioni e dissertazioni. Allora si prova a cercare “Cosa mangiare in gravidanza“, sperando di avere miglior successo, scoprendo, invece, che la realtà non è delle migliori, perchè, a quanto pare, gli alimenti sono davvero pochi.

O meglio, ci sono mille attenzioni da seguire.

Lavare frutta e verdura con prodotti specifici (amuchina o bicarbonato) almeno 20 minuti prima.
Niente cose crude (addio sushi, mi mancherai…), uova crude, carne poco cotta, creme….
Ma soprattutto la meraviglia della rete dice tutto e il contrario di tutto.
Il prosciutto crudo no, ma se è molto stagionato (Crudo di Parma e San Daniele) alcuni dicono si, altri: mai nella vita.
Magari si può sostituire con lo speck, ma anche no secondo altri.
Sui formaggi sorvoliamo, perchè quelli a pasta molle non si toccano, ma neanche quelli freschi e neppure….

A sentir loro, praticamente le donne incinta dovrebbero mangiare solo gelato! Per questo, invece di prendere peso come da programma, ingrassano troppo velocemente.
Future mamme, non è colpa vostra, è che nessuno si mette d’accordo su cosa dobbiate mangiare, quindi, intanto, il gelato compratelo, poi capiremo che altro darvi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Non dovrei neanche dirlo, ma è giusto ribadire l’ovvio… se normalmente non si dice ad una donna che è ingrassata…. NON SI DICE MAI AD UNA DONNA INCINTA CHE E’ INGRASSATA.
Il massimo che potete dire è che il vestito le casca male e le fa uno strano riccio sull’addome.
Punto.

Comunque ho provato di mia iniziativa a creare un paio di ricette interessanti, ho un passato da chef, le trovate qui sul blog, in modo da poterle condividere.

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Giorno 140: Eppur si muove

Stavo lavando i piatti.
Quando sento un urlo.
Di corsa vado verso il divano, vedo mia moglie che balza in piedi e terrorizzata si guarda la pancia e dice:

“Aiuto, c’è un bozzo!”
“Dove?” – Dico io.
“Qui dentro” e indica la pancia. “Che cosa può essere?”
“E che può essere? Hai una bambina nella pancia, chi sarà mai che bussa da dentro?”

Così l’abbiamo sentita muoversi per la prima volta, un piccolo calcetto all’altezza del diaframma.
E da li, praticamente non si è più fermata.

Il problema è che oltre a non fermarsi, cresce in maniera vertiginosa, quindi ogni calcio diventa più un rigore di Totti che un piedino di un feto.

CONSIGLIO PER I PADRI: Tranquillli, noi non riusciremo quasi mai a sentire la bambina, perchè la scena sarà sempre la seguente:
• Corri!
• Che succede?
• Metti la mano, senti

Voi mettete la mano, e non succede assolutamente nulla. Fermi. Immobili.
• Giuro, fino ad un minuto fa si muoveva
• Certo amore, non ti preoccupare.

Vi allontanate e la storia si ripete.
Ciclicamente per tutta la giornata.
Quindi vi conviene comunque dire che ogni tanto la sentite, anche se non è vero.
Comunque il consiglio casereccio della ginecologa è che debba fare almeno una decina di movimenti al giorno, per stare tranquilli.
Quindi meglio il movimento che la stasi, sicuramente.

Ma tranquillo papà, quando cresce, inizia a riconoscere il giorno dalla notte… ma non capisce cosa vuol dire, quindi sta sveglia di notte e dorme di giorno.

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Giorno 90: La scelta del nome

Il nome è importante per la vita di un uomo/donna.
Nomen omen (il nome è un presagio) dicevano i latini, e se pensi che il tuo nome ti accompagnerà per tutta la vita, viene spontaneo fermarsi un secondo e ragionare bene su quale sia il nome migliore per il nascituro.
NOTA PER IL PAPA’: Come mi disse una mia amica, noi padri non scegliamo realmente il nome, accettiamo uno di quelli che viene proposto dalla mamma.
Ma possiamo dire dei NO.
Attenzione, questi NO a disposizione non sono infiniti, vanno giocati bene e usati con parsimonia, perchè poi non si torna indietro.
Ci sono diverse tipologie di nomi:
– I classici (santi e patroni sopra tutti)
Sono i più frequenti, non creano particolare scompenso alla crescita del piccolo, ma sicuramente lo spersonalizzano: ad una festa ci saranno venti bambini con lo stesso nome e per trovarlo rischiate di passarci la serata.
La cosa buona è che troverete facilmente la targa con il vostro nome negli Autogrill.
– I parentali (nonni, zii e parenti vari)
Il rischio è che si possano trovare dei nomi molto antichi, che andavano di moda cento anni fa ma che adesso fanno subito effetto museo egizio.
Il problema più grande è quando si tenta di forzare i nomi cambiando sesso, tipo PierferdinandA, GiuliettO….
– I modaioli (gli idoli del momento)
Le mode, si sa, cambiano in fretta, quindi rischiate di chiamare vostro figlio justinbieber tutto attaccato, per poi sentirvi dire: è chi è ‘sto justinbieber?
Ci sono poi gli estremisti che chiamano i figli Facebook o Twitter… ma lì credo ci sia qualche cosa che non va.
– Gli esuberanti (quelli che vogliono essere particolari per forza!)
I nomi stravaganti fanno sorridere i primi venti secondi, poi, tutti, inizieranno a chiedervi lo spelling per capire cosa scrivere sui documenti.
Chiamare vostro figlio “Qwerty” non lo aiuterà ad inserirsi socialmente bene, tantomeno chiamarlo “Wasaby”, solo perchè fa esotico, non lo faciliterà nel farsi nuove amicizie.
– I senza fantasia (quelli che danno come nome il cognome: Marco Marchi, Paolo Paoli…)
Sorvolerei….
Quello che però vi chiedo è di pensare bene alla crescita psicologica del pargolo.
Ricordatevi che i bambini sanno essere molto cattivi, quindi evitate nomi strani solo perchè volete essere non convenzionali.
Detto questo, io volevo chiamarla Parmigiana (piace a tutti!) ma non potendo scegliere da solo, abbiamo optato per Selina, una bisnonna (quindi categoria parentale).
Pubblicato in: Pensieri, Primo Trimestre

Giorno 10: Il dilemma del sesso

Maschietto o Femminuccia?

La prima cosa a cui pensi è: sarò padre.
La seconda è tirate fuori quel tuo vecchio piano di fuga con i documenti falsi realizzati da tuo cugino.
Poi quando finalmente realizzi che non c’è via di fuga, inizi a pensare se sarà un maschietto o una femminuccia.
Vorresti un maschio per provare quel sottile imbarazzo quando ti chiederà come si fanno i figli.
Vorresti avere una femmina per avere nel mondo una donna che ti amerà più di te stesso.
O al limite due gemelli…
NOTA BENE: per mantenere sano il tuo rapporto, quando ti comunicheranno il sesso, sii felice lo stesso, e soprattutto non canticchiare “volevo un maschietto, ma ahimè sei nata tu…”

E ti ritrovi a immaginarti padre di un maschietto.

A giocare a pallone e sperare diventi un calciatore famoso, o vederlo interessato agli animali e sognarlo biologo; pensare a quando tornerà a casa con la prima fidanzatina, e farà a pugni con il bulletto della scuola (sempre se non sarà lui il bulletto della scuola)….

E ti ritrovi a immaginarti padre di una femminuccia.

Circondato da bambole, trattandola da principessa. Con i suoi occhioni che ti vedono come il cavaliere che la salva dal drago. E la immagini bellissima, facendo concorsi di bellezza e vincendoli tutti. Ma anche simpatica e intelligente, la donna perfetta; e quando tornerà a casa con il primo ragazzo e tu lo rincorrerai con una mazza da baseball perchè nessuno deve toccare la tua principessa…

 La meraviglia è che qualunque sarà il sesso, avrai una parte di te in più da amare, proteggere, incazzare, accarezzare, piagnucolare, cambiarepannolino e coccolare come nessuno mai.

Dovrai aspettare almeno il terzo mese (se non hai fatto la villocentesi/amniocentesi si può vedere con l’ecografia) per scoprire di che colore fare le pareti della camera, sempre se avete preso in considerazione una camera in più per il nascituro.

Ah, per la cronaca, la mia sarà femminuccia.

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Giorno 1 – Capita quando meno te lo aspetti.

Capita quando meno te lo aspetti.
Funziona sempre così.
Anche se lo cerchi, anche se ti ci impegni, un figlio arriva nell’esatto istante in cui non ci pensi più.
Appena dici: ok, ora mi dedico ad altro, ecco che arriva la tua compagna con un test in mano.
“Questa volta ci siamo”.
Lo hai detto tante di quelle volte che come al lupo al lupo, non ci credi più.
E aspetti un altro paio di giorni di ritardo, giusto per non spendere 30 euro di test.
E se il primo è positivo, ne fai un altro per sicurezza.
E poi fai le beta, non si sa mai.
E neanche così sei convintissimo.
Finchè lei non ti guarda e ti dice: Si, è così. Sono INCINTA.

Ok, niente panico.
Correre in giro per casa, non ti aiuterà a capire cosa fare per migliorare la situazione.
Quindi siediti, apriti una birra/vino, fuma se fumi e soprattutto rilassati.
Niente panico!

CONSIGLIO PER LUI: se non vuoi interrompere subito il tuo rapporto, prima di fare tutto quello che ti ho detto, di a lei che sei felicissimo della notizia, abbracciala, baciala e fai dei piccoli salti di gioia. Perchè lei non capisce che in realtà tu stai già pensando a quale muro buttare giù per fare spazio al lettino e fasciatoio.

Prima dei tre mesi non si dice, perchè sono quelli più critici, ma intanto puoi fare una cosa: puoi informarti per capire se è il caso di prenotare la VILLOCENTESI o la AMINIOCENTESI.

Sopra i 35 anni di età (o in presenza di patologie specifiche) sono esami “caldamente consigliati”, servono a diagnosticare nel feto anomalie cromosomiche, genetiche o malformazioni.

La villocentesi è un test invasivo e può essere eseguito tra l’undicesima e la tredicesima settimana di gravidanza.

L’amniocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale che viene eseguita tra la 15esima e la 17esima settimana.

Amniocentesi o villocentesi? Il prelievo dei villi coriali offre il vantaggio di poter essere effettuato a un epoca gestazionale più precoce rispetto all’amniocentesi, ciò rende pertanto possibile una diagnosi più precoce di eventuali anomalie cromosomiche o genetiche legate al dna. Nei centri che eseguono entrambe le tecniche, l’utilizzo di una metodica rispetto all’altra dipende dalla scelta della coppia informata riguardo ai vantaggi e agli svantaggi di entrambe le metodiche.

Puoi farlo anche privatamente (costo tra i 700 e i 1200 euro) ma visto che di soldi da spendere ne avrai, e parecchi, il consiglio è di chiamare direttamente le strutture in convenzione perchè la lista d’attesa è lunghissima.

Fidati, se avete necessità di fare uno di questi due esami, agisci subito, un giorno in più e perdi il posto.