Pubblicato in: Consigli, Diario, Pensieri, Terzo Trimestre, ultimo mese

Giorno 264: I consigli degli amici

Ad una settimana dal grande evento, parte il conto alla rovescia e si ingigantiscono anche paure e ansie.
Sei li che mangi un panino, quando arriva tua madre e ti dice:
“Beh, ci pensi che questo è l’ultimo Week End in due? Poi sarete in tre.


Panico

Ok, respira. Respira.

Non avevi calcolato la cosa da questo punto di vista.

Ringrazi tua madre cercando di ricordare che i suoi avi sono anche i tuoi, quindi non puoi prendertela con loro, e ricominci a prendere colore.
E questa settimana sarà l’ultima di tante cose.

L’ultimo lunedì, l’ultimo pranzo del martedì, l’ultimo cinema del mercoledì.. in due.
Pensi che possa esser una buona idea incontrare qualche amico raccontargli i tuoi pensieri.

Ecco le 5 tipologie di amico che ti danno consigli sui figli

Il catastrofico

E’ quel tuo amico, sui quaranta, non vuole ancora sentir parlare di famiglia, affetti, storia, relazione… Parole come “convivenza”, “fidanzata”, “amore” sono tabù per lui.
Quelle che ti dirà, saranno solo parole di puro terrore:
Ma che sei pazzo? Perchè lo hai fatto? Ti hanno minacciato? Dimmelo che ti salvo io!”.
Non è possibile intavolare un discorso costruttivo con lui ma il lato positivo è che è sempre disponibile per una birra e due chiacchiere (che non prevedano la parola figli).

L’esaltato

E’ quel tuo amico che non vede l’ora di diventare padre e tutto per lui potrebbe essere meraviglioso, se solo avesse una piccola creatura da amare.
Il mondo è il posto giusto dove far crescere un figlio, un piccolo batuffolo profumato che vuole solo amore.
Ogni tuo dubbio verrà immediatamente sedato dai suoi discorsi e, se non bastasse, ti mostrerà le foto di bambini sorridenti (presi da internet, perchè lui non è ancora padre)

L’ansiogeno

E’ quello che ti crea solo ed esclusivamente ansia, dandoti consigli generici tipo il TG4 d’estate.
Dormi ora che puoi.” – “Piangerà tutto il tempo, come farai con i vicini?” – “Oddio, hai comprato tutto quello che c’era da comprare?
Per lui non sarai MAI pronto alla paternità, sarai sempre venti passi indietro e ti mancherà quella cosa essenziale per la buona crescita di un figlio.

Il poeta

E’ quello che vede il rosa in tutto. Diventare padre è come far sbocciare una rosa in un campo in cui tu sei il giardiniere e per farla crescere devi curarla e innaffiarla ogni singolo istante, con sole e amore.
Non aiuta molto a districare i tuoi dubbi ma sicuramente scatta l’applauso ogni volta che finisce una frase.

Il saggio

E’ l’unico che ha figli e che può dirti realmente quello che c’è da fare.
Si esprime, però, in maniera criptica, come se non volesse fare spoiler di ciò che succederà nella prossima puntata.
Finisce le sue frasi con: “Beh, questo poi lo vedrai… Capirai più avanti quelli che ti sto dicendo… Non ti rovino la sorpresa…

Forse è la rivincita che hanno tutti i neo-padri rispetto ai consigli che gli hanno dato prima.
Vedremo se tra qualche tempo, toccherà a me.

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Giorno 189: Che contrazioni, sarà perchè ti amo.  

Ore 8:00 del mattino.
L’ordine è attaccare appena vedete il bianco degli occhi del nemico.
Tu sei appena uscito dalla fase REM, stai cercando ancora di capire a chi appartiene il corpo nel quale ti trovi.

Senti da lontano un rumore.
Ripetitivo.
Secco.

Socchiudi gli occhi e nell’immagine appannata del mondo, appare Lei.
Un suo ultimo colpo di tosse, palesemente finto, ti fa capire che vuole la tua attenzione:
Oh, scusa, ti ho svegliato?
Non fai in tempo a rispondere che lei ha già spalancato la finestra, facendo passare la temperatura della stanza da un gradevole +20° C ad un terrificante -4° C, acceso la musica e fatto partire l’aspirapolvere.

Nel mentre, continua a parlare, tu provi a muovere gli arti inferiori, giusto per capire di essere ancora vivo e vedi questo pancione, che si aggira spolverando casa, canticchiando e spostando cose, ti chiedi come sia possibile che questa persona sia la stessa che la sera prima era spiaggiata sul divano con un cuscino a forma di fagiolo tra le gambe.
Poi in un attimo tutto si ferma.
Lei ti guarda, stanca come se avesse spostato a mano il palazzo da un quartiere all’altro, e ti dice:
Oddio, ho la pancia dura. Devo fermarmi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si indurisce il pancione non è niente di preoccupante, sono quelle che vengono chiamate contrazioni di Braxton Hicks.
Solitamente le contrazioni di Braxton Hicks non sono dolorose, la maggior parte delle donne avverte solo sintomi lievi come indurimento del pancione e doloretti lombari.
Nonostante aumentino di frequenza e di intensità nell’ultimo trimestre, e in particolare nell’imminenza del travaglio, sono totalmente innocue e rimangono sempre irregolari.
Saperlo è importante per riconoscerle e distinguerle dalle contrazioni vere e proprie.
Non sono pericolose a meno che non siano accompagnate da forti dolori addominali e perdite di sangue, in questi casi, bisogna contattare immediatamente il proprio medico.