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Giorno 270: Last, but not least 

L’ultima notte.

Domani, a quest’ora, avrò dentro le orecchie il suono di mia figlia che urla perché ha fame/sonno/pannolinodacambiare.
E io imparerò a riconoscerla tra mille urla di altri figli che hanno fame/sonno/pannolinodacambiare.
Rpienso a quando nove mesi fa tutto è iniziato, e non ci sembrava vero.
A quando quella barretta è apparsa e abbiamo fatto finta di niente, perché non ci credevamo davvero.
A dirla tutta non ci credo davvero nemmeno adesso, e, forse, non ci crederò finché non la vedrò, o forse finché non avrà 18 anni o un figlio tutto suo.
Mi volto indietro e provo a ripercorrere questi nove mesi, che sembrano una infinità mentre invece sono arrivati in un lampo.
Rivedo la mia signora che dorme sul divano per i primi tre mesi, che non riesce a mangiare niente perché le viene la nausea; l’accenno di pancia, che piano piano fa capolino e che alla fine non riesci più a nascondere.
Gli abbracci degli amici che lo scoprono solo ora.
La schiena che fa male, la macchina che fa male, le scale che fanno male, i pesi che fanno male…
Le risate, i sogni, i pensieri, le paure e le prospettive.
Speriamo sia bella come te ma abbia il mio carattere, perché al contrario sarebbe un mostro!

Soprattutto, ripenso alle 5 cose che mi hanno salvato la vita durante l’incintitudine:

1 – IL CUSCINO A FAGIOLO

La prima cosa da comprare, assolutamente. Il costo è irrisorio ma la resa è fantastica.
E’ un cuscino a forma di fagiolo (ne esiste anche una versione più lunga che arriva fin dietro la testa); si infila tra le gambe e sotto la pancia, per sostenerla. Diventerà l’amante ufficiale della vostra compagna.
Ora, non siate gelosi, non strappate la federa, è solo un cuscino.

2 – INTERNET

Per un ansioso come me, avere a portata di mano tutto lo scibile umano sulla puericultura ha in parte sedato la scimmia urlatrice che c’è nel mio cervello e che urla: SCAPPAAAA!
Il problema è che sappiamo la conformazione chimica di plutone, ma non abbiamo un’idea precisa di come crescere un figlio.
Ogni parere è diametralmente opposto all’altro, senza possibili incontri al centro.
Chi da loro l’acqua, chi assolutamente no.
Chi “deve dormire da solo”, chi assolutamente no.
Chi “deve piangere”, chi…
In questo marasma, più leggo, più sento in lontananza un urlo di scimmia che si avvicina…

3 – AMAZON.IT

Ho scoperto un mondo inesplorato, in cui tutto è possibile.
Comprare online prodotti per i bambini fa risparmiare tempo, soldi e fatica e regala la sicurezza di ottenere ogni acquisto dentro casa “entro 3-5 giorni”.
Ho comprato il trittico passeggino e culla, i vari tipi di biberon, volevo comprare anche i vestiti, poi ho riflettuto bene.
Per molte cose c’è Amazon, per tutto il resto ci sono…

4 – I PARENTI

Il 90% di noi ha amici o parenti che hanno partorito da poco e che non vedono l’ora di regalarti tutto il guardaroba e l’attrezzistica comprata inutilmente quando aspettavano il loro primo figlio.
Anche se i vestiti sono da uomo e tua figlia è una femminuccia, tenteranno di metterti giù la cosa come una comoda alternativa alla schiavitù della moda moderna.
Unico rischio: ritrovarsi con 3 culle, 20 completi di tulle rosa uguali e nessun ciuccio.

5 – GLI AMICI

Sono quelli che ti salvano dal crollo psicologico, dandoti tutti i consigli del mondo, senza ovviamente avere neanche l’ombra di un figlio.
Sanno tutte le leggende metropolitane sui figli, ogni storia o fatto è narrato come verità imprescindibile.
Il tutto, però, accompagnato da una bella birra, che aiuta a raccontare le storie.

Ora, non ci resta altro che aspettare, e capire cosa succederà dopo.

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Giorno 264: I consigli degli amici

Ad una settimana dal grande evento, parte il conto alla rovescia e si ingigantiscono anche paure e ansie.
Sei li che mangi un panino, quando arriva tua madre e ti dice:
“Beh, ci pensi che questo è l’ultimo Week End in due? Poi sarete in tre.


Panico

Ok, respira. Respira.

Non avevi calcolato la cosa da questo punto di vista.

Ringrazi tua madre cercando di ricordare che i suoi avi sono anche i tuoi, quindi non puoi prendertela con loro, e ricominci a prendere colore.
E questa settimana sarà l’ultima di tante cose.

L’ultimo lunedì, l’ultimo pranzo del martedì, l’ultimo cinema del mercoledì.. in due.
Pensi che possa esser una buona idea incontrare qualche amico raccontargli i tuoi pensieri.

Ecco le 5 tipologie di amico che ti danno consigli sui figli

Il catastrofico

E’ quel tuo amico, sui quaranta, non vuole ancora sentir parlare di famiglia, affetti, storia, relazione… Parole come “convivenza”, “fidanzata”, “amore” sono tabù per lui.
Quelle che ti dirà, saranno solo parole di puro terrore:
Ma che sei pazzo? Perchè lo hai fatto? Ti hanno minacciato? Dimmelo che ti salvo io!”.
Non è possibile intavolare un discorso costruttivo con lui ma il lato positivo è che è sempre disponibile per una birra e due chiacchiere (che non prevedano la parola figli).

L’esaltato

E’ quel tuo amico che non vede l’ora di diventare padre e tutto per lui potrebbe essere meraviglioso, se solo avesse una piccola creatura da amare.
Il mondo è il posto giusto dove far crescere un figlio, un piccolo batuffolo profumato che vuole solo amore.
Ogni tuo dubbio verrà immediatamente sedato dai suoi discorsi e, se non bastasse, ti mostrerà le foto di bambini sorridenti (presi da internet, perchè lui non è ancora padre)

L’ansiogeno

E’ quello che ti crea solo ed esclusivamente ansia, dandoti consigli generici tipo il TG4 d’estate.
Dormi ora che puoi.” – “Piangerà tutto il tempo, come farai con i vicini?” – “Oddio, hai comprato tutto quello che c’era da comprare?
Per lui non sarai MAI pronto alla paternità, sarai sempre venti passi indietro e ti mancherà quella cosa essenziale per la buona crescita di un figlio.

Il poeta

E’ quello che vede il rosa in tutto. Diventare padre è come far sbocciare una rosa in un campo in cui tu sei il giardiniere e per farla crescere devi curarla e innaffiarla ogni singolo istante, con sole e amore.
Non aiuta molto a districare i tuoi dubbi ma sicuramente scatta l’applauso ogni volta che finisce una frase.

Il saggio

E’ l’unico che ha figli e che può dirti realmente quello che c’è da fare.
Si esprime, però, in maniera criptica, come se non volesse fare spoiler di ciò che succederà nella prossima puntata.
Finisce le sue frasi con: “Beh, questo poi lo vedrai… Capirai più avanti quelli che ti sto dicendo… Non ti rovino la sorpresa…

Forse è la rivincita che hanno tutti i neo-padri rispetto ai consigli che gli hanno dato prima.
Vedremo se tra qualche tempo, toccherà a me.

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Ricette per futuri papà: Pane senza Lievito (Chapati)

Visto che di suo, Lei, sta lievitando, ho deciso di provare qualche ricetta veloce, pratica e senza l’utilizzo del lievito.
Anche perchè, non ho sempre il tempo di uscire di casa all’ultimo momento per fare la spesa, mi serve quindi qualcosa di immediato e che si possa facilmente farcire.

Ho trovato una ricetta incredibilmente semplice per fare i Chapati, un tipo di pane tipico della cucina indiana, diffuso in gran parte dell’Asia meridionale, in alcune aree del Medio Oriente, e in diversi paesi dell’Africa orientale, inclusi Kenya eTanzania (non è tutta farina del mio sacco, viene da wikipedia!)

Ingredienti per 5 o 6 Chapati

250 gr farina
100 gr acqua tiepida
sale q.b.
olio q.b.

Basta.
No, dico, basta.
Niente sale verde preso da una montagna incantata sotto l’occhio di Sauron o cose del genere.

Preparazione

Mettete l’acqua sul fornello, non deve bollire, solo scaldarsi.
Intanto, mettete in una ciotola capiente la farina e una manciata di sale.
Piano, piano aggiungete l’acqua e iniziate a girare con un mestolo di legno.
Girate finchè non si stacca dalle pareti della ciotola la farina, poi trasportate tutto su un ripiano infarinato.
Impastate bene per qualche minuto, in modo da far inglobare molta aria.
Fate delle palline della grandezza di una palla da tennis e cospargetele di farina.
Stendete le palline con un mattarello fino a renderle sottili.
Mettete sul fuoco una padella e, quando sarà ben calda, metteteci sopra il vostro Chapati.

Se avete fatto tutto bene, lo vedrete gonfiarsi.

Giratela una volta dopo un paio di minuti, basta comunque controllare il colore: quando diventa dorato è pronto.

NOTA PER I PADRI: Veloce, rapido, comodo.
E’ come una piadina, potete riempirla con qualunque cosa avete in frigo, sia dolce che salato.
Vi risolverà tante situazioni, credetemi…

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Giorno 241: La Valigia

La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio

Normalmente, quando dobbiamo andare fuori per un week end, io esco con uno zainetto piccolo contenente tutto il necessario per due giorni fuori.
Mentre lei….
Mi giro verso la porta e vedo quattro valige accatastate una sull’altra, un borsone termico, due zaini da campeggio e un trolley.

Perchè ti sei messa ora a fare il cambio di stagione?
Ma no, sono due cose per il viaggio…

Ecco, con questa premessa, parte la mia battaglia personale per la creazione della valigia per il parto.
La valigia, a parer mio, dovrebbe essere una cosa pratica, con la quale portare solo lo stretto necessario, lasciando il resto a casa, da prendere, nel caso, in un secondo momento.

Invece no.
Deve esserci tutto dentro.
TUTTO.

Per mia figlia, pur nascendo in giugno, devo portare una copertina di lana, non sia mai ci sia l’aria condizionata troppo fredda nell’ospedale, ma anche una di cotone, perchè in ogni caso fa caldo ma non ci sono più le mezze stagioni…

E poi pannolini, vestitino a mezze maniche, a maniche lunghe, a bottoni aperti, il cappellino, le ghettine, i calzini, le salviettine, l’accappatoietto….
Senza ovviamente considerare tutto il necessario per la mamma.

CONSIGLIO PER I PADRI: Generalmente sul sito dell’ospedale dove andrete a partorire, ci sono delle indicazioni sulla borsa per il parto. Noi andremo al Fatebenefratelli e vi riporto qui cosa consigliano direttamente dal sito:

Per la mamma:

  • 2-3 camicie da notte di cotone aperte,
  • vestaglia
  • 2 reggiseni per l’allattamento
  • tutto per l’igiene personale
  • pantofole comode
  • (il phon è nel bagno, portare una valigia piccola)

Per il bambino:

  • 3 cambi composti da: un body mezza manica di cotone, una tutina o ghettina con maglietta
  • 1 copertina di lana o cotone a seconda della stagione

Per il papà (se assiste al parto):

  • kit camice di carta e sovrascarpe (si compra presso l’ospedale al distributore di bevande)

Inoltre un sacchetto per la sala parto con:

  • assorbenti del post parto
  • mutandine a rete usa e getta
  • cartellina con tutte le analisi in cui deve essere messo in evidenza il gruppo sanguigno, HbSAg, HCV, tamponi, elettrocardiogramma, visita anestesiologica, le analisi dell’ultimo mese di gravidanza e le ecografie
  • primo cambio del bambino composto da: un body di mezza manica di cotone, una tutina o una ghettina con maglietta a maniche lunghe e una copertina.

Ultime notizie dal fatebenefratelli di Roma, segnalazione di una lettrice: sembra che, per motivi di budget, non forniscano più i pannolini. Quindi nella busta del bambino da consegnare in sala parto inserite un pannolino new born e portatene un pacco in ospedale.

P.S. la ma borsa è pronta dal 4 ottobre, ossia da quando mi ha detto che aspettavamo un bambino.
Dentro ci sono una maglietta, un paio di mutande, dei calzini e uno spazzolino. Ma solo perchè non so se mi faranno dormire lì o meno.
Altrimenti la maglietta non l’avrei presa.

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Giorno 189: Che contrazioni, sarà perchè ti amo.  

Ore 8:00 del mattino.
L’ordine è attaccare appena vedete il bianco degli occhi del nemico.
Tu sei appena uscito dalla fase REM, stai cercando ancora di capire a chi appartiene il corpo nel quale ti trovi.

Senti da lontano un rumore.
Ripetitivo.
Secco.

Socchiudi gli occhi e nell’immagine appannata del mondo, appare Lei.
Un suo ultimo colpo di tosse, palesemente finto, ti fa capire che vuole la tua attenzione:
Oh, scusa, ti ho svegliato?
Non fai in tempo a rispondere che lei ha già spalancato la finestra, facendo passare la temperatura della stanza da un gradevole +20° C ad un terrificante -4° C, acceso la musica e fatto partire l’aspirapolvere.

Nel mentre, continua a parlare, tu provi a muovere gli arti inferiori, giusto per capire di essere ancora vivo e vedi questo pancione, che si aggira spolverando casa, canticchiando e spostando cose, ti chiedi come sia possibile che questa persona sia la stessa che la sera prima era spiaggiata sul divano con un cuscino a forma di fagiolo tra le gambe.
Poi in un attimo tutto si ferma.
Lei ti guarda, stanca come se avesse spostato a mano il palazzo da un quartiere all’altro, e ti dice:
Oddio, ho la pancia dura. Devo fermarmi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si indurisce il pancione non è niente di preoccupante, sono quelle che vengono chiamate contrazioni di Braxton Hicks.
Solitamente le contrazioni di Braxton Hicks non sono dolorose, la maggior parte delle donne avverte solo sintomi lievi come indurimento del pancione e doloretti lombari.
Nonostante aumentino di frequenza e di intensità nell’ultimo trimestre, e in particolare nell’imminenza del travaglio, sono totalmente innocue e rimangono sempre irregolari.
Saperlo è importante per riconoscerle e distinguerle dalle contrazioni vere e proprie.
Non sono pericolose a meno che non siano accompagnate da forti dolori addominali e perdite di sangue, in questi casi, bisogna contattare immediatamente il proprio medico.  

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Giorno 179: Il corso Pre Parto

Ne avevo solo sentito parlare.
Credevo fosse una cosa tipicamente americana, invece, è seguitissimo e molto utile.
Di corsi pre parto ne esistono di tutti i tipi, per quelli che vogliono partorire in acqua, a casa, da soli, in gruppo…
Ce ne sono sia a pagamento che gratuiti, noi ne abbiamo trovato uno presso la ASL, qui a Roma, un servizio decisamente puntuale con gente preparata e qualificata. C’è che dice che si debba fare dal sesto mese, chi dal settimo, chi oltre il nono. Provate a informarvi nella vostra zona.
A me, è’ andata più o meno così: chiamo la ASL per fissare un appuntamento, mi danno una data per la prima lezione e ci presentiamo puntuali nella sala d’aspetto. Pensavo sarebbe stato un momento di incontro tra le future mamme e i futuri papà, anche per poter parlare di cose tecniche come ad esempio:
– “Come si cambia un pannolino?
– “E soprattutto dopo che ne devo fare?
– “La testa del bambino la devo sempre tenere?
Nella sala d’aspetto, però, c’erano tante future mamme ma solo un futuro papà: me.
Magari arriveranno dopo… (penso)
Ci fanno accomodare in un’altra stanza e appena entrati scopro l’amara verità: un cerchio di sedie rosa con tutte donne sedute che si tengono il pancione e io da solo su una nera.
Volevo sparire.
Scene così le avevo viste solo nei film, e proprio in quel momento:
Ciao a tutte, io sono Carolina e sono la vostra consulente per il parto
e tutte in coro
Ciao Carolina
Fatemi uscire!
Mentre mia moglie continua a ridere per la situazione, io penso ad un piano di fuga, senza dare troppo nell’occhio.

CONSIGLIO PER I PADRI: Se vi trovate in una stanza con tutte donne incinta, evitate qualunque battuta, QUALUNQUE, anche quelle che possono sembrare più innocue e immaginiate siano del tutto innocue. Non sono innocue.
Fidatevi.
Potreste urtare la sensibilità di una qualunque delle madri presenti in sala.

Imbarazzo per i papà a parte, il corso pre parto è un servizio molto interessante, stiamo andando avanti e ad ogni lezione abbiamo nuove informazioni utili per quanto riguarda il parto ma, soprattutto, per le cose pratiche di tutti i giorni. Nei prossimi post ve le racconterò mano a mano.
L’unica differenza è che adesso lo segue mia moglie e poi mi racconta, io resto a casa e preparo la stanzetta per nostra figlia.

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Ricette per futuri papà: Il Tiramisù senza Uova

Ingredienti per un tiramisù piccolo

250 gr mascarpone

125 gr panna da montare

80 gr zucchero

1 pacco di savoiardi

caffè (zuccherato o no a seconda dei gusti)

cacao in polvere

acqua

Preparazione

Metti su una moka grande di caffè oppure calcola almeno 5 o 6 capsule se lo fai con la macchina per il caffè espresso come Nepresso, Dolcegusto, A Modo mio, etc.
Nel frattempo metti in una bacinella il mascarpone e lo zucchero e lavorali con un mestolo fino a raggiungere un composto unico.
In un’altra bacinella con i bordi alti metti la panna liquida e montala a neve.

NOTA PER I PADRI: Per montare perfettamente la panna, ci sono alcuni trucchi.

  • La panna, va conservata nella parte alta del frigo, quella più fredda (circa 2-4°C).
  • In estate, se fa molto caldo, puoi:
    • mettere la panna in freezer per 2-3 minuti, prima di montarla;
    • inserire la bacinella in una bacinella più grande, con del ghiaccio dentro.
  • Inizia a montare la panna con le fruste a bassa velocità, aumentandola piano, piano;
  • Non lavorare molto la panna, a meno che tu non voglia del burro 🙂

Una volta montata la panna, unisci il mascarpone e lavoralo piano dal basso verso l’alto, in modo da incorporare aria.

Metti il caffè in una bacinella e allungalo con l’acqua (scegli se zuccherarlo o meno, io lo utilizzo amaro perchè lo bevo amaro).
Immergi i savoiardi nel caffè e mettili su un vassoio con i bordi alti.
Continua finchè non copri tutto il primo livello del vassoio.
Ora sei pronto per mettere la crema sui savoiardi.
E via con il secondo strato di savoiardi bagnati.
L’ultimo strato sarà composto dalla crema e dal cacao spolverizzato sopra.

In questo modo avrete una crema sicuramente meno liquida del tiramisu normale, ma la vostra signora potrà mangiarla senza nessun problema.

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Giorno 12: Che si mangia? – Capitolo II – Il problema del Ferro

Molte donne, soprattutto dopo i 32 anni, soffrono durante la gravidanza di carenza di ferro, questo è dettato principalmente dal feto che necessita di assorbire molti elementi per crescere e formare le ossa.

Se siete in quel ristretto cerchio di fortunati uomini che hanno accanto donne che non soffrono di carenza di ferro, amici miei, vi stimo.
Se siete in quel ristrettissimo cerchio di iper-fortunati uomini che hanno accanto donne che soffrono di carenza di ferro, ma che assumendo integratori non hanno problemi, amici miei, vi invidio.
Se invece siete nel grande cerchio di coloro che hanno accanto una donna che soffre di carenza di ferro e che assumendo integratori ha problemi di intolleranze, amici miei, siamo tutti sulla stessa barca.

Purtroppo gli integratori di ferro hanno lo spiacevole effetto di non essere perfettamente sopportati dall’organismo (specie in questa fase) e quindi, se non lo assumono sono stanche, affaticate, non dormono e sono irritabili ma, se lo assumono, hanno dolori all’addome, crampi e… sono irritabili.

Bisogna fare delle prove.
Purtroppo ci vuole un po’ di tempo e ogni donna reagisce in maniera diversa ma, quando e se trovate l’integratore giusto, ordinatelo in farmacia, oppure, andate su Internet, compratene una scorta e tenetela sempre con voi, non sia mai.

C’è chi dice che per fissare il ferro va mangiato il limone (spremuto nell’acqua per esempio), chi invece dice che una minima intolleranza al glutine potrebbe interferire con il fissaggio del ferro.

E la carne?
C’è chi dice no e c’è chi dice si…
I fagioli pare di no perchè gonfiano l’intestino, le pasticche però no perchè…

Forse rosicchiando delle sbarre di ferro….

Padri, facciamo fronte unico, uniti ce la possiamo fare.
Resistiamo.

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Giorno 11: Che si mangia?

Credo a questo punto che non sia così inusuale che molte donne incinta inizino a mangiare male e, spesso, troppo.
Una nuova vita sta nascendo e ha bisogno di nutrimento e la fame aumenta ma, prima di capirci qualcosa, pare che non si possa mangiare proprio niente!

Se uno prova a cercare su internet “Cosa non mangiare in gravidanza” viene sommerso da centinaia di input, spiegazioni e dissertazioni. Allora si prova a cercare “Cosa mangiare in gravidanza“, sperando di avere miglior successo, scoprendo, invece, che la realtà non è delle migliori, perchè, a quanto pare, gli alimenti sono davvero pochi.

O meglio, ci sono mille attenzioni da seguire.

Lavare frutta e verdura con prodotti specifici (amuchina o bicarbonato) almeno 20 minuti prima.
Niente cose crude (addio sushi, mi mancherai…), uova crude, carne poco cotta, creme….
Ma soprattutto la meraviglia della rete dice tutto e il contrario di tutto.
Il prosciutto crudo no, ma se è molto stagionato (Crudo di Parma e San Daniele) alcuni dicono si, altri: mai nella vita.
Magari si può sostituire con lo speck, ma anche no secondo altri.
Sui formaggi sorvoliamo, perchè quelli a pasta molle non si toccano, ma neanche quelli freschi e neppure….

A sentir loro, praticamente le donne incinta dovrebbero mangiare solo gelato! Per questo, invece di prendere peso come da programma, ingrassano troppo velocemente.
Future mamme, non è colpa vostra, è che nessuno si mette d’accordo su cosa dobbiate mangiare, quindi, intanto, il gelato compratelo, poi capiremo che altro darvi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Non dovrei neanche dirlo, ma è giusto ribadire l’ovvio… se normalmente non si dice ad una donna che è ingrassata…. NON SI DICE MAI AD UNA DONNA INCINTA CHE E’ INGRASSATA.
Il massimo che potete dire è che il vestito le casca male e le fa uno strano riccio sull’addome.
Punto.

Comunque ho provato di mia iniziativa a creare un paio di ricette interessanti, ho un passato da chef, le trovate qui sul blog, in modo da poterle condividere.

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Giorno 140: Eppur si muove

Stavo lavando i piatti.
Quando sento un urlo.
Di corsa vado verso il divano, vedo mia moglie che balza in piedi e terrorizzata si guarda la pancia e dice:

“Aiuto, c’è un bozzo!”
“Dove?” – Dico io.
“Qui dentro” e indica la pancia. “Che cosa può essere?”
“E che può essere? Hai una bambina nella pancia, chi sarà mai che bussa da dentro?”

Così l’abbiamo sentita muoversi per la prima volta, un piccolo calcetto all’altezza del diaframma.
E da li, praticamente non si è più fermata.

Il problema è che oltre a non fermarsi, cresce in maniera vertiginosa, quindi ogni calcio diventa più un rigore di Totti che un piedino di un feto.

CONSIGLIO PER I PADRI: Tranquillli, noi non riusciremo quasi mai a sentire la bambina, perchè la scena sarà sempre la seguente:
• Corri!
• Che succede?
• Metti la mano, senti

Voi mettete la mano, e non succede assolutamente nulla. Fermi. Immobili.
• Giuro, fino ad un minuto fa si muoveva
• Certo amore, non ti preoccupare.

Vi allontanate e la storia si ripete.
Ciclicamente per tutta la giornata.
Quindi vi conviene comunque dire che ogni tanto la sentite, anche se non è vero.
Comunque il consiglio casereccio della ginecologa è che debba fare almeno una decina di movimenti al giorno, per stare tranquilli.
Quindi meglio il movimento che la stasi, sicuramente.

Ma tranquillo papà, quando cresce, inizia a riconoscere il giorno dalla notte… ma non capisce cosa vuol dire, quindi sta sveglia di notte e dorme di giorno.