Pubblicato in: Diario

Mi scappa papà

In macchina con Selina.
– papà!
– eh?
– devo fare la cacca.
– oh no, Selina. Puoi tenerla fino a casa?
– non hai capito che me la sto perdendo?
– Si ho capito, ma tieni stretto il sederino, papà sta correndo.
– corri papà, perché poi sporco tutto
– No per carità. Vuoi che mi fermo?
– Si!

Cerco un posto ma è tutto aperto.
Trovo una siepe.
Butto la macchina in mezzo alla strada con le quattro frecce.

– sbrigati papà.
– un attimo, ste cazzo di cinture
– Che hai detto?
– Niente amore, non ti ci mettere pure tu… Ecco ti ho slegata. Dai corriamo.

Tira giù tutto, posizione strategica.
Sforzo.
Prooot.

– ahahah ho fatto solo la puzzetta. Ho fame, andiamo a casa?

Schiavizzato da una cosa di un metro scarso.

Annunci
Pubblicato in: Diario

Lettere per quando crescerai

Sono un appassionato di Baricco.
Sono un inguaribile romantico.
E sono innamorato di mia figlia.
La commistione tra queste tre cose mi ha portato a fare una cosa totalmente folle.
Praticamente da quando è nata, le sto scrivendo delle lettere.
Lettere che le darò un giorno, quando sarà grande.
Una lettera per ogni evento importante.
Quando ha camminato.
Quando ha detto la prima parola (papà, ovviamente).
Quando ha compiuto gli anni.
O semplicemente quando volevo raccontarle una cosa.
Le sto scrivendo a mano, su carta, le imbusto e ci scrivo sopra:
Da aprire solo quando….
E di volta in volta metto un quando diverso.
Quando sarai più grande.
Quando avrai 18 anni.
Quando sarai felice.
Quando avrai la prima delusione d’amore…
Forse è solo un mio gioco inutile, magari non apprezzerà o forse quando lo farò io non ci sarò già più.
Ma mi piace pensare un giorno di aprire un bauletto e rovesciarle addosso tutte le lettere che ho scritto e non le ho ancora dato.
Voglio tornare alla carta, a scrivere a mano.
A imbucare lettere nella cassetta rossa.
A leccare il francobollo e sentire il sapore di colla.
E a vedere il lento ingiallirsi della carta, che segue l’andamento degli anni e ne impreziosisce il ricordo.

Oggi ne ho scritta un’altra, per san valentino.
“Da aprire quando sarai innamorata di qualcuno, e non più del tuo papà.”
Buona lettura amore

Pubblicato in: Diario

I bambini sono cattivi?

Arrivo all’asilo di Selina e la trovo che gioca sul dindolò (come lo chiamate voi? Quello che ha un perno centrale e due posti per sedersi ai lati… va beh).
E’ da sola e si spinge a velocità incredibile.
Ride.
Mi avvicino e le dico che dobbiamo andare.
“Aspetta papà. Sto finendo. Ancora un minutino”
E continua nella sua corsa sfrenata.
Ad un certo punto arrivano due bambini più grandi.
E per più grandi intendo 5 anni, non di più.
Hanno un secchio a testa pieno di pietre grosse.
Uno ha gli occhi blu intensi e l’altro è magro magro.
Occhi blu si avvicina e dice.
“Scendi, questo gioco è nostro”
E io:
“Ma no, ci giochiamo a turno, che dici?”
“No”
“E perchè no?”
“Perchè l’ho detto io”
“E chi saresti tu?”
Si, ok, mi metto a discutere con un bimbo di 5 anni.
Ma non volevo far credere a lui che questa fosse la strada giusta e tantomeno a Selina che dovesse cedere così.
Si avvicina l’altro magro magro.
“Ho detto vai via, altrimenti”
E prende un sasso in mano,
Mi metto davanti a Selina, che intanto continua a giocare, ma un pò più lentamente.
“Hey, metti giù quel sasso. Mica vuoi fare del male a qualcuno”
“Si, a lei se non scende”
Ecco.
Ora per la sacra scuola di Hokuto ho dovuto chiedere a tutte le stelle del cielo di darmi la forza per non lanciare il bambino al di la della stratosfera.
“Lo sai che non si minacciano le persone con i sassi, e neanche con le parole”
Respira.
“Io faccio come mi pare”
E lancia il sasso non in direzione di Selina (bontà sua) ma da una parte a caso.
Mi avvicino ma prontamente arriva una maestra che dice: “E voi che ci fate con questi sassi? Forza, a metterli subito a posto”.

Non conosco i genitori di questi bambini.
Ma mi chiedo se sappiano di questi atteggiamenti.
Se a 5 anni fanno così e la passano liscia, perchè non farlo a 20 o a 40?
Se un sasso può farti scendere da un gioco, perchè un coltello non può darti i soldi di un altro?
Sto esagerando, lo so, ma è in questo momento che si forma una persona, a questa età si costruisce il carattere del futuro.

E allora mi domando, è questo il futuro che devo aspettarmi?

Pubblicato in: Diario

Messaggi subliminali

Stavo sognando.
Ero in una stanza, entra dalla porta una donna bellissima (per capirci, un pelo meno bella della mia signora, quindi stupenda), mezza nuda.
Mi guarda languida e mi sussurra: “Lattuccio”
“Eh?”
“Lattuccio…”
“In che senso?”
Apro gli occhi.
Vedo sdraiata accanto a me Selina con gli occhi aperti che mi guarda e sussurra (giuro, sussurra!): “Lattuccio”.
Quando tua figlia ti ipnotizza nel sonno per farti fare quel che vuole.

Pubblicato in: Diario

LE BORRACCE

Dall’asilo mi mandano un promemoria con le cose da portare per Selina.
Zainetto, cambi vari, borraccia…
Ok, andiamo a comprare il tutto.
Il primo zainetto, che emozione.
Lo sceglie lei, con le principesse davanti, se ne va in giro tutta contenta e tronfia del suo nuovo regalo, tanto che non riesco a toglierlo dalla sua schiena, ci vuole mangiare, fare pipì e dormire.
Compro una borraccia, la prima che trovo al negozio.
€ 4,50.
Con il disengo di Minnie sopra, rosa, carina, beccuccio che si apre facile.
Torniamo a casa e faccio vedere alla mia signora gli acquisti.
“Sei pazzo?”
“Che ho fatto?”
“Dove l’hai presa questa?”
Indicando la borraccia.
“Al negozio, perchè?”
“Guarda!”
E mi indica una scritta minuscula al lato della borraccia.
“Prodotta in Cina… le parti più piccole potrebbero essere ingerite… non lasciare in mano ai bambini… non mettere dentro liquidi caldi o freddi…”
“E va beh, ma che è un soprammobile?”
“Dobbiamo andare in farmacia!”
Usciamo, andiamo in farmacia e ne prendiamo una spaziale, apertura dall’alto, viola acceso, con la cannuccia a scomparsa, si pulisce praticamente da sola, in materiale ingifugo.
€ 11,50.
Torniamo a casa contenti e felici, sicuri di aver fatto il meglio per la principessa.
Selina la guarda, è felice.
Prova ad aprirla ma non ci riesce.
“Beh? Che succede?”
“E’ dura l’apertura”
“Ma è fatta apposta per i bambini”
Provo ad aprire ed effettivamente è dura.
“E ora?”
“Questa magari la teniamo per la macchina, ma dobbiamo assolutamente trovarne un’altra”
Altra farmacia.
Altra borraccia.
Questa volta con il tappo Easy Up, comodo per i bambini.
€ 10.99.
Metto la borraccia nello zainetto di Selina.
Finalmente mia figlia può bere e dissetarsi.
Mentre stiamo camminando, vedo una macchia formarsi sullo zainetto.
Lo prendo, lo apro e vedo che la borraccia perde acqua.
Controllo.
In pratica questa borraccia ha sopra un buchino che serve per far entrare e uscire l’aria, ma se la borraccia resta piegata da quel buchino esce anche l’acqua.
Non ci posso credere.
“Senti, vado io da Decathlon, ne prendo una buona”
Arrivo li, da solo, sicuro di fare una michiata.
Una voce dentro di me dice <scappa finchè sei in tempo, tanto tornerai a casa e sarà sbagliato quello che hai comprato. Nasconditi in Argentina, li non ti troveranno mai.>
Entro e chiedo: “Borracce ne avete?”
“Certo. Ogni settore ha una borraccia diversa”
Borraccia diversa… borraccia diversa….
Ci sono 16 settori diversi.
Non ho tutto questo tempo.
Ne vedo una, di plastica, mi sembra perfetta.
Il tappo si apre facile, non dovrebbe colare acqua.
La prendo.
€ 3,25.
Arrivo a casa.
“Ma che hai preso?”
Lo sapevo.
“Perchè, non va bene?”
“Certo che va bene, ma l’hai presa da 1 litro! Non entra neanche nello zainetto”
“Ok questa la uso io per la palestra”.
Rientro in macchina, torno da Decathlon.
Nuovo settore, questa volta vedo una borraccia che conosco.
Era una vecchia borraccia della mia signora, era esattamente quella che cercava.
Scocca in alluminio alleggerito, tappo salva goccia, 0,5l di capienza.
Cerco ma non c’è rosa.
Chi se ne frega, la prendo blu.
Questa volta non potrà dirmi nulla.
€ 4,50.
“Guarda”
“Ma è come la mia! Certo è blu”
“Si, ma chi se ne frega, dai!”
“Bravo, finalmente ci siamo.”
Riempio la borraccia, la do a Selina.
Non riesce ad aprirla.
“Dai amore, che succede?”
“Hanno cambiato il tappo. Ora non si tira su, si svita.”
Non ci posso credere.
Non riesco a comprare una borraccia.
Sto per rinunciare quando vediamo l’ultima farmacia.
“Dai, un tentativo e basta”
Aspetto con ansia in macchina.
Il tempo scorre lento.
La vedo uscire.
In mano un sacchetto.
Tira fuori una borraccia, sembra come le altre.
€ 11,50.
Ma questa volta il tappo si chiude bene, non ci sono buchi che fanno colare l’acqua, è facile da aprire, non ci sono parti piccole da ingerire.
La diamo a Selina.
La apre tranquilla.
Beve tranquilla.
La chiude tranquilla.
Ci abbracciamo con la mia signora.
Iniziamo a piangere.
Faccio i conti.
4,50 + 11,50 + 10,99 + 3,25 + 4,50 + 11,50 = 46,24€ di borracce.
Continuo a piangere.
Selina poggia la sua borraccia nuova, mi guarda e dice: “Papà voglio bere dal bicchiere”.

Pubblicato in: Consigli, Pensieri

Il cellulare di papà

Ero al parco con #Selina.
Lei sull’altalena.
Io dietro a spingerla.
Una immagine simile a tante altre li intorno a me.
Poi le sento dire: “papà, metti giù telefono”
“Scusa amore?”
“Papà, metti giù telefono”
All’inizio non capisco.
Poi guardo in basso e ho in mano il cellulare.
Cosa stavo facendo?
Non me lo ricordo.
Una mail? Uno status su fb?
Mi guardo intorno e vedo una immagine simile intorno a me.
Tanti figli che giocano, tanti genitori che guardano il cellulare.
Ho avuto un brivido.
Perdiamo un tempo infinito a scorrere le immagini della vita degli altri e ci perdiamo la nostra in un mondo che non esiste.
Dimentico di spingere mia figlia perchè sono intento a farle una foto da postare sul gruppo dei nonni.
E’ veramente più importante sapere cosa ne pensa dei vaccini uno che mi sta anche francamente sulle palle, piuttosto che ascoltare la risata di mia figlia?
Scrivo alla mia signora e ai miei genitori.
Tolgo internet.
Per le emergenze, chiamate.
Ma solo per le emergenze.
Per tutto il resto, ora non ho tempo.
Sono con mia figlia.

Ps: questo post è stato scritto durante il suo pisolino del pomeriggio, quando si sveglierà andremo a fare una passeggiata.

Pubblicato in: Diario

MA COME LA VESTI?

Ti svegli una mattina e senti che qualcosa non va.
Un brivido ti passa lungo la schiena, anche se non hai ancora aperto gli occhi.
Ti alzi, controlli in giro e tutto ti sembra normale.
Tua figlia dorme nel suo lettino e la tua signora sta…

forse è in bagno.
Bussi.
Niente.
Sicuramente è in cucina.
Niente.
Ti guardi intorno e trovi un bigliettino sul tavolo: sono uscita, vesti la piccola e raggiungetemi.
Vesti la piccola
vesti la picc…
vesti la….
ve….
Un urlo squarcia il silenzio del tuo quartiere e simultaneamente tutti i gli uccelli scappano da quella fonte di pericolo.
Tu, uomo comune che vi vesti lanciandoti nell’armadio e uscendone con degli abbinamenti che non sono legali in molti stati.
Tu che finchè una maglia non è consierata tossica continui ad indossarla perchè un in mezzo alla strada ti ha detto: ah bello.
Tu che continui a mettere i calzini spaiati semplicemente perchè ti stanchi di cercare di accoppiarli.
Proprio tu, hai in mano il destino della moda di tua figlia.
Certo, si tratta solo di vestirla per uscire, ma queste sono le cose che ti segnano per sempre.
Immagino lei dallo psicologo, vestita con la cresta verde e una tuta da astronauta con stampati sopra i teletubbies, dire: “sa, un giorno mio padre mi ha vestita e…”
Ok, niente panico.

Ci sono tre cose che devi ricordare:

1 – Per prima cosa devi controllare il tipo di pigiama che le ha messo la tua signora per la notte.
Tu non fai testo perchè estate e inverno usi la stessa maglia e pantalone che ti ha fatto zia Iole a natale.
Se il pigiama di tua figlia è felpato, metti una felpa, se è cotone, metti cotone.
Dovrebbe essere semplice.
Cerca qualcosa dello stesso tessuto, oppure in alternativa esci col pigiama.

2 – Controlla il vestito che le hai tolto la sera prima.
Non dovrebbe essere cambiato troppo il clima dalla sera prima ad ora, quindi puoi provare a rimetterle il vestito di ieri o qualcosa che le somiglia.
Ti guardi intorno e non riesci a trovarlo.
Guardi nel cestino dei panni sporchi, niente.
Forse ha fatto la lavatrice stamattina.
Prendi il cellulare e cerchi foto di ieri.
Fai foto a tua figlia per ogni cosa: sullo scivolo, mentre mangia un cornetto, mentre corre dentro casa.
Ma ieri no.
Ieri vuoto.
Aspetta.
C’è una foto di te in macchina e lei dietro in un angolo sul seggiolino.
Come CSI cerchi di ingrandire ma esce solo una macchia scura sfocata.
Sei tentato di chiamare il tuo amico haker per farti fare un ingrandimento, ma desisti.

3 – Ricorda quello che hai sentito in anni di programmi di moda che vede la tua signora. Mentre tu lavori, cerca di ricordare quello che sentivi dire in televisione da gente vestita come un salame alla festa del raccolto.
Blu e marrone perfetto cafone. Ora lo so che la rima è su marrone/cafone quindi ogni colore va bene, ma non l’ho creato io questo detto.
Righe e pallini no. Altrimenti rischi di fare l’effetto televisore anni ’80 che non prende.
Calzini di spugna con i sandali no, ma questo lo sapevi anche tu senza dover sentire i geni della moda
L’ultimo bottone del gilet non si abbottona. Ok, questo non serve per la bimba ma è sempre utile saperlo.

Perfetto, i tuoi rudimenti sulla moda sono praticamente inutili.
Anche perchè qualunque sarà la tua scelta, la tua signora, trasformandosi in enzo miccio, dirà: ma come l’hai vestita? Adesso devo cambiarla.

Lei si sveglia, ormai ci sei, non hai più molto tempo.
Allunghi il tempo delle coccole, giochi con lei come non facevi da tempo.
Ma i vestiti sono li.
E ti guardano.
Prendi un bel respiro e fai di testa tua.
Le metti una tuta, che fa sempre comodo, tu ci vivi in tuta.
Una maglia con la scritta Rock, che hai comprato tempo fa ma che non le hai mai messo.
Un maglioncino rosa, perchè fa freddo e perchè è una femminuccia quindi il rosa ci sta.
La guardi e nell’insieme sembra un misto tra Jennifer Beals di Flashdance e zia Iole, quella che ti regala i pigiami.
Ma è troppo tardi per cambiare, devi uscire.
La guardi.
Amore scusami, le dici.
Non andare dallo psicologo per questo.
Io ti amo, vestita in qualunque modo.
Lei tu guarda.
E ti fa quel sorriso che ti scioglie.
Come a dire: papà di moda non capisci una sega, ma ti amo anche per questo.
Uscite mano nella mano e tutti vi guardano.
Lo sapevi di aver sbagliato qualcosa.
Ma tutti guardano te, non lei.
Anche perchè nella fretta tu sei vestito con le prime cose che hai trovato.
E le prime cose sono quelle della tua signora.

Pubblicato in: Diario

Questo glielo ho insegnato io

In questa fase, Selina è una spugna e apprende ogni parola che sente in giro.

E ognuno vuol prendersi il merito di aver insegnato questo o quel concetto.

Un giorno Selina si gira, mi guarda e mi dice: “Ciao amore.”

E niente.

Io sono morto e rinato in quel momento.

Distrutto.

Annientato.

Vado verso la mia signora e le dico tutto felice: “Mi ha detto ciao amore!”

E lei, con aria di sufficienza e di superiorità mi dice: “Oh, si, glielo ho insegnato io.”

Smontato e un pò abbattuto, chiamo mia madre e ripropongo la scena di prima.

Mamma, tua nipote ha detto Ciao Amore.

E lei: “Ah si, glilo ho insegnato io l’altro giorno.”

Non capisco, ma soprattutto non capisco perche’ tutti si vogliano prendere il merito senza esaltare il fatto che la bambina a 18 mesi abbia detto una frase del genere.

Allora triste e solitario vado da Selina, la prendo in braccio e le dico: ciao amore, sei bravissima a dire tutte queste cose.

Lei mi guarda come solo una figlia innamorata del padre puo’ guardarti e mi dice: “cazzo.”

“Scusa amore?”

E lei, tronfia della sua nuova parola, ribadisce il concetto di cui sopra: “cazzo!”

E io invece di sconvolgermi, inizio a ridere e gongolare, non tanto per il concetto in se, ma perche’ pregusto lo scambio di accuse che voleranno a casa per chi NON vorrà prendersi la responsabilita’ di dire: questo non glielo ho insegnato io!!!