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GIORNO +57: LA PRIMA VACANZA (IN TRE) – Prima parte

Agosto.

Non un agosto qualunque.

L’agosto più caldo degli ultimi 200 anni.

Non so come combattevano il caldo 200 anni fa, so che io, la mia signora e la piccolina ci siamo murati in casa sotto l’unica fonte di refrigerio che è il condizionatore.

N.B.: ricordarsi di santificare chi ha creato il condizionatore.

Non potendo però vivere di sola aria (seppur condizionata), ogni tanto dovevamo uscire per la spesa e il posto perfetto era il centro commerciale.

Ogni volta che entro in un centro commerciale, mia figlia crolla dal sonno.

Ma non potevamo continuare a fare su e giù per un grande magazzino, quindi ci armiamo di pazienza e coraggio e cerchiamo una settimana da qualche parte.

Certo, cercarla ad agosto è come cercare una zona d’ombra nel deserto a mezzogiorno, ma la speranza è l’ultima a morire.

Mare non piace a me.

Montagna non piace a lei.

Collina è noiosa.

Pianura fa caldo.

Lago… lago!

Abbiamo trovato lago nel pagliaio. (scusate.)

Un buon compromesso tra mare e montagna, tra caldo e fresco; si scegliamo il lago di Garda, dove siamo stati anche l’anno precedente (ma in due).

CONSIGLIO PER I PADRI: Quando si deve partire, si deve calcolare un periodo di ritardo standard da collegare alla propria signora. Una volta capito il tempo di attesa, lo si deve moltiplicare per 3 per capire quanto ci metterete ad uscire una volta che avrete un figlio/a.

La regola del 3 può sembrare esagerata, ma per qualunque cosa vogliate fare, sappiate che il tempo che ci mettete sarà triplicato, è matematico.

Partiamo all’alba, prima poppata delle 6.

Io do il latte, la signora finisce le valigie.

Io finisco il latte, la signora non finisce le valigie.

Le do una mano, perchè in più c’è da fare anche la valigia della bambina.

VALIGIA MIA:

  • n° mutande a seconda del numero dei giorni
  • stesso per i calzini
  • 1 pantalone lungo (con l’altro ci parto)
  • 1 pantaloni corti (ma tanto farà freddo)
  • 4 magliette corte
  • 2 magliette lughe
  • un maglioncino
  • sacchetto con spazzolino, deodorante, sapone…
  • un libro + caricabatterie cellulare.

VALIGIA DI LEI:

  • 2 gonne
  • 3 pantaloni lunghi
  • 2 short
  • 3 paia di scarpe
  • 5 camicie
  • 4 maglie
  • un costume da bagno
  • un maglione di lana
  • una coperta di cotone
  • mutandine e calze in numero superiore ad infinito
  • reggiseni q.b.
  • Un prosciutto (per il viaggio)
  • Sciarpa e giacca a vento
  • Un libro
  • Un’altra borsa per trucchi e struccanti

LA BORSA DELLA BAMBINA:

  • Termos con l’acqua calda
  • Dosi del latte in polvere.
  • Pannolini.
  • Fasciatoio portatile.
  • Pezzetta per eventuale ruttino
  • 2 biberon (meglio 3)
  • Tisana in polvere
  • Altra busta di latte in polvere
  • Vestitini corti
  • Vestitini lunghi
  • Acqua per lei
  • Ciucci
  • Pulisci ciuccio
  • Copertina leggera e pesante
  • Cambio delle lenzuola della culletta

IMPORTANTE: RICORDARSI DI PORTARE IL CUCCHIAIO DOSATORE PER IL LATTE IN POLVERE

Ok, abbiamo preso tutto.

La domanda spontanea è: ma non potevamo farle ieri le valigie? Non trovo risposta nella mia signora.

“Devo però almeno pulire la cucina, altrimenti quando torniamo è sporca”

Intanto il tempo scorre.

“Ok, ci sono. Partiamo?”

E la piccola piange.

“Oddio, perchè piange?”

“Perchè sono già passate tre ore. Ha fame.”

E così l’idea di partire all’alba sfuma inesorabilmente.

CONTINUA….

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GIORNO +40: I MIEI PRIMI 40 GIORNI

Finalmente sono passati.

Dicono che siano i più duri.

La chiamano la quarantena.

Dicono che i successivi siano peggio.

Gli amici ti dicono: eh, questa è la fase migliore, poi sarà peggio…

Il problema è che lo dicono per tutte le fasi!

Se non cammina, quando gattona sarà un dramma.

Quando gattona, appena cammina bene sarà un dramma.

Quando cammina, aspetta che inizi a chiederti i perchè…

E’ una vera e propria quarantena, in cui sei bombardato da mille informazioni diverse.

Intanto i tuoi ritmi sono completamente cambiati, in 40 giorni non sono riuscito a bere un caffè caldo appena fatto: ogni volta che lo verso mia figlia reclama attenzioni.

40 giorni ti servono per capire se sei pronto alla fuga o al fatto di avere per tutta la vita con te un essere che cresce e che per buona parte del tempo dipenderà da te.

Ma ti serve anche per guardarti allo specchio e capire che sei cresciuto tutto insieme, che ora hai una responsabilità in più e che non c’è solo la parte bella dei regali, del far vedere la piccola agli amici, dei giochi…. ma ci sono anche le poppate notturne, i pianti, le coliche, i pannolini….

I bambini sono meravigliosi quando sei lo zio.

Se sei il padre è un po’ più tosta.

Vedi i capelli bianchi (per chi li ha ancora) e vedi quella ruga che prima non c’era.

Ma se guardi bene, quella ruga è di espressione, di un sorriso che ti spunta quando la vedi e quando ti guarda.

Dopo 40 giorni inizia a seguirti con gli occhi, sorride senza denti e stringe con quelle ditine che sembrano sempre sul punto di spezzarsi.

In 40 giorni cresce in una maniera spaventosa, i vestiti che prima non le entravano ora le stanno piccoli. Capisci adesso perchè ti hanno regalato un quantitativo di vestitini con ancora l’etichetta. Tu farai lo stesso per il prossimo bimbo che nasce.

In 40 giorni impari a:

  • cambiare un pannolino in meno di 1’30”
  • preparare la pappa anche con gli occhi chiusi
  • ottimizzare i tempi di sonno, ossia addormentarsi subito in ogni angolo e in qualsiasi situazione
  • tagliare le unghie di un neonato mentre è distratto dal biberon
  • riconoscere quando un pianto è fame, uno è sonno, uno è caccapipìcolichette

Credo che nessuno stage ti dia tanto in così poco tempo.

Ma allo scadere dei 40 giorni, tutto prende finalmente un ritmo.

Anche la tua signora cambia, i livelli di ormoni nel corpo si regolarizzano e lei torna finalmente ad essere una donna normale e non una figura mitologica metà donna e metà incazzatura.

Se superi i primi 40 giorni, puoi finalmente dire: questa è la fase migliore.

Ora arriva il peggio…

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GIORNO +30: IT’S A WAR, BABY!

Tralasciate le convenzioni tipo: “un figlio ti cambia la vita” – “ti innamori appena lo vedi” – “e’ una cosa meravigliosa”, c’è un’unica frase che unisce tutti i neopadri: “E’ una guerra”.

Come in tutte le guerre, impari subito a riconoscere gli alleati da quelli che non sono ancora stati toccati dalla battaglia.

Torni a casa e tutto ti sembra diverso.

Non è il mondo come lo conoscevi, non c’è nulla che ti ricorda la tua casa del passato.

Riconosci subito una casa abitata da un neonato perchè ha:

  • ovunque fogli scottex per asciugare, pulire e poggiare gli oggetti
  • un pentolino con dell’acqua sui fornelli per sterilizzare
  • diversi set di biberon su vari mobiletti
  • il tavolo del salone adibito a fasciatoio
  • carrozzina, ovetto, passeggino messi in un angolo

Un neo padre lo riconosci subito.

Ha le occhiaie marcate, non da feste notturne ma dalla poppata delle 3.

Ha l’inconfondibile odore di bambino, un misto tra caccasanta e latte.

E’ vestito uguale all’ultima volta che l’hai incontrato.

Ma soprattutto quando ti vede, ti riconosce e ti fa un impercettibile gesto di intesa, che solo noi neopadri possiamo capire.

E’ una guerra, e siamo tutti dalla stessa parte.

Il vantaggio è che se un neopadre incontra una neomamma, questa sarà la sua consigliera per tutto. Dovevo comprare un ciuccio e non sapevo la dimensione esatta.

Ho chiesto ad una farmacista da poco mamma, per poco non regalava metà dei prodotti del banco ed era disposta a fare da baby sitter a mia figlia.

Un amico (già padre) mi ha detto: “Come va? Di che va male, mi raccomando!”

“Perchè?” – ho risposto io

“Perchè se dici che va bene, ti tiri dietro tutte le sfighe di quelli che hanno i figli che piangono sempre!”

Ed è vero.

Quando all’inizio mi dicevano: Eh, non dormi la notte, vero?

Io rispondevo: In realtà si fa anche 4/5 ore di fila

La risposta nei loro visi era un misto di delusione, invidia e odio puro.

Ora dico sempre: “lascia stare, non chiudo occhi da un mese!”

Questo rasserena gli animi e fa vivere in serenità la famiglia.

Ma soprattutto riconosci i neopadri da i nonpadri (o dai padri che hanno figli molto grandi) dalla reazione di quando vedono tua figlia dormire.

I nonpadri allungano le mani, la toccano e cercano di svegliarla per vedere cosa fa.

I neopadri ti stringono la mano, sgozzano un capretto in onore di una divinità pagana e se ne vanno in silenzio senza svegliarla.

Perchè quando un bimbo dorme è tutto merito suo.

Quando si sveglia è solo colpa tua.

Come si dice in tutte le guerre, bisogna solo pensare che stiamo lottando per la pace, per un futuro migliore, in cui lei sarà grande e vorrà dormire e voi la sveglierete di notte solo per il gusto della vendetta…

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Giorno 12: Che si mangia? – Capitolo II – Il problema del Ferro

Molte donne, soprattutto dopo i 32 anni, soffrono durante la gravidanza di carenza di ferro, questo è dettato principalmente dal feto che necessita di assorbire molti elementi per crescere e formare le ossa.

Se siete in quel ristretto cerchio di fortunati uomini che hanno accanto donne che non soffrono di carenza di ferro, amici miei, vi stimo.
Se siete in quel ristrettissimo cerchio di iper-fortunati uomini che hanno accanto donne che soffrono di carenza di ferro, ma che assumendo integratori non hanno problemi, amici miei, vi invidio.
Se invece siete nel grande cerchio di coloro che hanno accanto una donna che soffre di carenza di ferro e che assumendo integratori ha problemi di intolleranze, amici miei, siamo tutti sulla stessa barca.

Purtroppo gli integratori di ferro hanno lo spiacevole effetto di non essere perfettamente sopportati dall’organismo (specie in questa fase) e quindi, se non lo assumono sono stanche, affaticate, non dormono e sono irritabili ma, se lo assumono, hanno dolori all’addome, crampi e… sono irritabili.

Bisogna fare delle prove.
Purtroppo ci vuole un po’ di tempo e ogni donna reagisce in maniera diversa ma, quando e se trovate l’integratore giusto, ordinatelo in farmacia, oppure, andate su Internet, compratene una scorta e tenetela sempre con voi, non sia mai.

C’è chi dice che per fissare il ferro va mangiato il limone (spremuto nell’acqua per esempio), chi invece dice che una minima intolleranza al glutine potrebbe interferire con il fissaggio del ferro.

E la carne?
C’è chi dice no e c’è chi dice si…
I fagioli pare di no perchè gonfiano l’intestino, le pasticche però no perchè…

Forse rosicchiando delle sbarre di ferro….

Padri, facciamo fronte unico, uniti ce la possiamo fare.
Resistiamo.

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Giorno 11: Che si mangia?

Credo a questo punto che non sia così inusuale che molte donne incinta inizino a mangiare male e, spesso, troppo.
Una nuova vita sta nascendo e ha bisogno di nutrimento e la fame aumenta ma, prima di capirci qualcosa, pare che non si possa mangiare proprio niente!

Se uno prova a cercare su internet “Cosa non mangiare in gravidanza” viene sommerso da centinaia di input, spiegazioni e dissertazioni. Allora si prova a cercare “Cosa mangiare in gravidanza“, sperando di avere miglior successo, scoprendo, invece, che la realtà non è delle migliori, perchè, a quanto pare, gli alimenti sono davvero pochi.

O meglio, ci sono mille attenzioni da seguire.

Lavare frutta e verdura con prodotti specifici (amuchina o bicarbonato) almeno 20 minuti prima.
Niente cose crude (addio sushi, mi mancherai…), uova crude, carne poco cotta, creme….
Ma soprattutto la meraviglia della rete dice tutto e il contrario di tutto.
Il prosciutto crudo no, ma se è molto stagionato (Crudo di Parma e San Daniele) alcuni dicono si, altri: mai nella vita.
Magari si può sostituire con lo speck, ma anche no secondo altri.
Sui formaggi sorvoliamo, perchè quelli a pasta molle non si toccano, ma neanche quelli freschi e neppure….

A sentir loro, praticamente le donne incinta dovrebbero mangiare solo gelato! Per questo, invece di prendere peso come da programma, ingrassano troppo velocemente.
Future mamme, non è colpa vostra, è che nessuno si mette d’accordo su cosa dobbiate mangiare, quindi, intanto, il gelato compratelo, poi capiremo che altro darvi.

CONSIGLIO PER I PADRI: Non dovrei neanche dirlo, ma è giusto ribadire l’ovvio… se normalmente non si dice ad una donna che è ingrassata…. NON SI DICE MAI AD UNA DONNA INCINTA CHE E’ INGRASSATA.
Il massimo che potete dire è che il vestito le casca male e le fa uno strano riccio sull’addome.
Punto.

Comunque ho provato di mia iniziativa a creare un paio di ricette interessanti, ho un passato da chef, le trovate qui sul blog, in modo da poterle condividere.

Pubblicato in: Diario, Pensieri, Primo Trimestre, Sorprese

Giorno 140: Eppur si muove

Stavo lavando i piatti.
Quando sento un urlo.
Di corsa vado verso il divano, vedo mia moglie che balza in piedi e terrorizzata si guarda la pancia e dice:

“Aiuto, c’è un bozzo!”
“Dove?” – Dico io.
“Qui dentro” e indica la pancia. “Che cosa può essere?”
“E che può essere? Hai una bambina nella pancia, chi sarà mai che bussa da dentro?”

Così l’abbiamo sentita muoversi per la prima volta, un piccolo calcetto all’altezza del diaframma.
E da li, praticamente non si è più fermata.

Il problema è che oltre a non fermarsi, cresce in maniera vertiginosa, quindi ogni calcio diventa più un rigore di Totti che un piedino di un feto.

CONSIGLIO PER I PADRI: Tranquillli, noi non riusciremo quasi mai a sentire la bambina, perchè la scena sarà sempre la seguente:
• Corri!
• Che succede?
• Metti la mano, senti

Voi mettete la mano, e non succede assolutamente nulla. Fermi. Immobili.
• Giuro, fino ad un minuto fa si muoveva
• Certo amore, non ti preoccupare.

Vi allontanate e la storia si ripete.
Ciclicamente per tutta la giornata.
Quindi vi conviene comunque dire che ogni tanto la sentite, anche se non è vero.
Comunque il consiglio casereccio della ginecologa è che debba fare almeno una decina di movimenti al giorno, per stare tranquilli.
Quindi meglio il movimento che la stasi, sicuramente.

Ma tranquillo papà, quando cresce, inizia a riconoscere il giorno dalla notte… ma non capisce cosa vuol dire, quindi sta sveglia di notte e dorme di giorno.

Pubblicato in: Pensieri, Primo Trimestre, Scelte

Giorno 90: La scelta del nome

Il nome è importante per la vita di un uomo/donna.
Nomen omen (il nome è un presagio) dicevano i latini, e se pensi che il tuo nome ti accompagnerà per tutta la vita, viene spontaneo fermarsi un secondo e ragionare bene su quale sia il nome migliore per il nascituro.
NOTA PER IL PAPA’: Come mi disse una mia amica, noi padri non scegliamo realmente il nome, accettiamo uno di quelli che viene proposto dalla mamma.
Ma possiamo dire dei NO.
Attenzione, questi NO a disposizione non sono infiniti, vanno giocati bene e usati con parsimonia, perchè poi non si torna indietro.
Ci sono diverse tipologie di nomi:
– I classici (santi e patroni sopra tutti)
Sono i più frequenti, non creano particolare scompenso alla crescita del piccolo, ma sicuramente lo spersonalizzano: ad una festa ci saranno venti bambini con lo stesso nome e per trovarlo rischiate di passarci la serata.
La cosa buona è che troverete facilmente la targa con il vostro nome negli Autogrill.
– I parentali (nonni, zii e parenti vari)
Il rischio è che si possano trovare dei nomi molto antichi, che andavano di moda cento anni fa ma che adesso fanno subito effetto museo egizio.
Il problema più grande è quando si tenta di forzare i nomi cambiando sesso, tipo PierferdinandA, GiuliettO….
– I modaioli (gli idoli del momento)
Le mode, si sa, cambiano in fretta, quindi rischiate di chiamare vostro figlio justinbieber tutto attaccato, per poi sentirvi dire: è chi è ‘sto justinbieber?
Ci sono poi gli estremisti che chiamano i figli Facebook o Twitter… ma lì credo ci sia qualche cosa che non va.
– Gli esuberanti (quelli che vogliono essere particolari per forza!)
I nomi stravaganti fanno sorridere i primi venti secondi, poi, tutti, inizieranno a chiedervi lo spelling per capire cosa scrivere sui documenti.
Chiamare vostro figlio “Qwerty” non lo aiuterà ad inserirsi socialmente bene, tantomeno chiamarlo “Wasaby”, solo perchè fa esotico, non lo faciliterà nel farsi nuove amicizie.
– I senza fantasia (quelli che danno come nome il cognome: Marco Marchi, Paolo Paoli…)
Sorvolerei….
Quello che però vi chiedo è di pensare bene alla crescita psicologica del pargolo.
Ricordatevi che i bambini sanno essere molto cattivi, quindi evitate nomi strani solo perchè volete essere non convenzionali.
Detto questo, io volevo chiamarla Parmigiana (piace a tutti!) ma non potendo scegliere da solo, abbiamo optato per Selina, una bisnonna (quindi categoria parentale).
Pubblicato in: Pensieri, Primo Trimestre

Giorno 10: Il dilemma del sesso

Maschietto o Femminuccia?

La prima cosa a cui pensi è: sarò padre.
La seconda è tirate fuori quel tuo vecchio piano di fuga con i documenti falsi realizzati da tuo cugino.
Poi quando finalmente realizzi che non c’è via di fuga, inizi a pensare se sarà un maschietto o una femminuccia.
Vorresti un maschio per provare quel sottile imbarazzo quando ti chiederà come si fanno i figli.
Vorresti avere una femmina per avere nel mondo una donna che ti amerà più di te stesso.
O al limite due gemelli…
NOTA BENE: per mantenere sano il tuo rapporto, quando ti comunicheranno il sesso, sii felice lo stesso, e soprattutto non canticchiare “volevo un maschietto, ma ahimè sei nata tu…”

E ti ritrovi a immaginarti padre di un maschietto.

A giocare a pallone e sperare diventi un calciatore famoso, o vederlo interessato agli animali e sognarlo biologo; pensare a quando tornerà a casa con la prima fidanzatina, e farà a pugni con il bulletto della scuola (sempre se non sarà lui il bulletto della scuola)….

E ti ritrovi a immaginarti padre di una femminuccia.

Circondato da bambole, trattandola da principessa. Con i suoi occhioni che ti vedono come il cavaliere che la salva dal drago. E la immagini bellissima, facendo concorsi di bellezza e vincendoli tutti. Ma anche simpatica e intelligente, la donna perfetta; e quando tornerà a casa con il primo ragazzo e tu lo rincorrerai con una mazza da baseball perchè nessuno deve toccare la tua principessa…

 La meraviglia è che qualunque sarà il sesso, avrai una parte di te in più da amare, proteggere, incazzare, accarezzare, piagnucolare, cambiarepannolino e coccolare come nessuno mai.

Dovrai aspettare almeno il terzo mese (se non hai fatto la villocentesi/amniocentesi si può vedere con l’ecografia) per scoprire di che colore fare le pareti della camera, sempre se avete preso in considerazione una camera in più per il nascituro.

Ah, per la cronaca, la mia sarà femminuccia.

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Giorno 1 – Capita quando meno te lo aspetti.

Capita quando meno te lo aspetti.
Funziona sempre così.
Anche se lo cerchi, anche se ti ci impegni, un figlio arriva nell’esatto istante in cui non ci pensi più.
Appena dici: ok, ora mi dedico ad altro, ecco che arriva la tua compagna con un test in mano.
“Questa volta ci siamo”.
Lo hai detto tante di quelle volte che come al lupo al lupo, non ci credi più.
E aspetti un altro paio di giorni di ritardo, giusto per non spendere 30 euro di test.
E se il primo è positivo, ne fai un altro per sicurezza.
E poi fai le beta, non si sa mai.
E neanche così sei convintissimo.
Finchè lei non ti guarda e ti dice: Si, è così. Sono INCINTA.

Ok, niente panico.
Correre in giro per casa, non ti aiuterà a capire cosa fare per migliorare la situazione.
Quindi siediti, apriti una birra/vino, fuma se fumi e soprattutto rilassati.
Niente panico!

CONSIGLIO PER LUI: se non vuoi interrompere subito il tuo rapporto, prima di fare tutto quello che ti ho detto, di a lei che sei felicissimo della notizia, abbracciala, baciala e fai dei piccoli salti di gioia. Perchè lei non capisce che in realtà tu stai già pensando a quale muro buttare giù per fare spazio al lettino e fasciatoio.

Prima dei tre mesi non si dice, perchè sono quelli più critici, ma intanto puoi fare una cosa: puoi informarti per capire se è il caso di prenotare la VILLOCENTESI o la AMINIOCENTESI.

Sopra i 35 anni di età (o in presenza di patologie specifiche) sono esami “caldamente consigliati”, servono a diagnosticare nel feto anomalie cromosomiche, genetiche o malformazioni.

La villocentesi è un test invasivo e può essere eseguito tra l’undicesima e la tredicesima settimana di gravidanza.

L’amniocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale che viene eseguita tra la 15esima e la 17esima settimana.

Amniocentesi o villocentesi? Il prelievo dei villi coriali offre il vantaggio di poter essere effettuato a un epoca gestazionale più precoce rispetto all’amniocentesi, ciò rende pertanto possibile una diagnosi più precoce di eventuali anomalie cromosomiche o genetiche legate al dna. Nei centri che eseguono entrambe le tecniche, l’utilizzo di una metodica rispetto all’altra dipende dalla scelta della coppia informata riguardo ai vantaggi e agli svantaggi di entrambe le metodiche.

Puoi farlo anche privatamente (costo tra i 700 e i 1200 euro) ma visto che di soldi da spendere ne avrai, e parecchi, il consiglio è di chiamare direttamente le strutture in convenzione perchè la lista d’attesa è lunghissima.

Fidati, se avete necessità di fare uno di questi due esami, agisci subito, un giorno in più e perdi il posto.