Pubblicato in: Pensieri, poesia

Che pensi?

Ero nei miei pensieri.
Stavamo facendo le costruzioni io e Selina.
Ad un certo punto lei mi guarda e dice:
“Papà, che cerchi?”
All’inizio non capivo.
“Niente amore, stiamo giocando”
Mi guarda meglio e ribadisce.
“Che cerchi?
Poi ho capito.
Mi stava chiedendo a che pensi?
Ma non sapendolo dire ha cercato la formula più vicina.
Anche se devo dire che così suona decisamente meglio.
Che cerchi? Cerco pensieri amore mio.
#selina

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Pubblicato in: Diario, Pensieri, poesia

GIORNO +170: QUELLO CHE MI HA DATO IL 2015

Il 2015 mi ha dato te.
E io ho paura dei cambiamenti. Ho paura di non averti con il nuovo anno, di cancellare quello che è ed entrare in quel che sarà.
E allora faccio la valigia e mi sposto più veloce del sole.
Da meridiano a meridiano sento dietro di me la scia dei tappi che saltano, dei baci rubati, dei messaggi che non dovevi mandare.
E arrivo in una piccola isola, l’ultimo baluardo tra noi e il futuro.
Ti stringo a me e vedo i secondi che si avvicinano allo zero.
Chiudo gli occhi.
Talmente stretti da farmi male.
Li chiudo per trattenere i ricordi, per imprimere nella mente il suono delle tue risate.
E mentre penso a tutto questo, sento rumori di festa e pacche sulle spalle e non ti sento perché non prende bene ma tanti auguri.
Apro gli occhi piano piano.
E tu sei ancora qui tra le mie braccia.
E capisco che il nuovo non spaventa, ma fa solo crescere.
Allora abbracciami ancora un pó, godiamoci questo oggi e aspettiamo insieme il prossimo anno.
E poi il prossimo.
E quello dopo ancora…

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GIORNO +60: AUGURI PICCOLA MIA

Chissà cosa stai guardando ora.

Il tuo riflesso nello specchio

di chissà quale casa

con i tuoi capelli

di un colore che andrà di moda

qual’è il colore dei tuoi occhi?

Il riflesso della luce li fa cambiare

come succede con i miei?

O sarai unica come sempre?

Quali odori ci saranno a casa?

Che colori?

Hai qualcuno vicino?

Ci sono io?

So che sarai bellissima,

curiosa, simpatica

innamorata della vita

e appassionata di tutto

ti guarderai e mi vedrai

nel riflesso della tua giovinezza

riscoprendo la mia

come a clonarmi l’anima

Il tempo sta cambiando

lo fa spesso in questo periodo

cosa senti?

Chi c’è?

Ci sono io?

Una voce ti chiamerà dall’altra stanza

dicendo che manchi solo tu

che è tutto pronto

e non puoi ritardare

auguri piccola mia, per tutti i tuoi compleanni futuri.

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Giorno 270 – Lettera a mia figlia

Ogni tanto mi fermo e penso a come crescerai.
Non sono spaventato, sono curioso, incredibilmente curioso.
Curioso di sapere che faccia avrai, che capelli, che occhi ma, soprattutto, curioso di sapere cosa penserai, quale sarà il tuo colore preferito?
Il tuo piatto preferito?
Cosa preferirai, il mare o la montagna? (spero la montagna, io odio il mare).
Sono curioso di vederti prendere il latte, di cambiarti il pannolino mentre tu ridi perchè non lo so fare.
E poi di vederti gattonare per casa, tirando giù gli oggetti che trovi sul tuo cammino.
Quando dirai la prima parola, cosa dirai? Papà, mamma?
Io vorrei che tu dicessi una parola strana, quindi starò tutto il giorno a sussurrarti all’orecchio: “saggina…”, per poter dire agli amici: “Sai che la prima parola di mia figlia è stata saggina?
Fino a che un giorno, tutta da sola, prenderai la forza e ti alzerai, guardando il mondo da un altro punto di vista, e farai quel primo passo.
E poi un passo e poi un altro, fino a che non girerai da sola.
Poi ci saranno i perchè.
La mia fortuna è che tu sei nata nell’epoca di internet, quindi, quando chiederai, saprò risponderti, connessione permettendo. Anche se alla fine scoprirai che puoi risponderti da sola, che non hai bisogno di un papà, che il tuo uomo è un altro, che ti riempirà il cuore fino a spezzartelo.
E io sarò lì, con la scopa e la colla, per rimettere insieme i pezzi di una vita che ormai sta andando sempre più lontano.
Passo dopo passo.
Fino a vederti un puntino lontano, con un altro uomo che, incredibilmente, assomiglia a me, ma con molti meno anni (e decisamente molto meno bello!), mano nella mano, con un pancione grosso come quello di mamma adesso.
E amerai un figlio, come noi abbiamo amato te, e lì capirai cosa è stato averti e farti percorrere la tua strada.
Così, ti girerai e ci guarderai, specchiandoti in noi, mentre tuo figlio fa il primo passo…
Buona vita, per tutta la vita.
Papà

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Giorno 148 – La legge del contrappasso

– Tanto in vita hai amato le donne, tanto avrai una figlia femmina – 

Non credo ci sia una correlazione studiata scientificamente, ma se una delle tante università americane perdesse un po’ di tempo ad analizzare questa cosa, sicuramente ci sarebbe un riscontro preciso.
Appena saputo che era femmina, ho fatto i salti di gioia, ho visto tutto rosa e il mondo mi è sembrato subito un posto migliore.
L’ho vista che mi abbracciava e mi amava come nessun’altra, chiamarmi “papino” con i suoi occhioni e ho visto me cedere a ogni sua richiesta, sciolto sotto i colpi bassi dei suoi capricci.
E poi, l’ho vista crescere, allontanarsi da me e iniziare a vivere la sua vita, in un mondo pieno di uomini maiali che vogliono tutti la stessa cosa.
Uomini che la fanno soffrire, che non vogliono rapporti seri perchè “esco ora da una storia importante”, uomini che in discoteca si avvicinano con gli occhiali scuri (dentro il locale) e dicono: “hey bimba, vuoi uscire con me?“, e questo lo so, figlia mia, perchè li conosco gli uomini così. Ne sono circondato!
Sono tutti così.
Tranne papà.
E poi, ho visto la prima cotta, che sarà il vero amore della sua vita, che durerà una settimana, per lasciare il posto al pianto disperato di una eternità distrutta, almeno fino al prossimo amore.
E poi l’ho vista entrare in casa nostra, con lui per la prima volta, mano nella mano:
Papà, lui è X
Chi sei tu? Fuori da questa casa! ho pensato, ma poi ho detto
Ciao, entra…
Avranno già fatto l’amore? Oddio, la mia piccolina!

CONSIGLIO PER I PADRI:
Ok, calmi. Tranquilli.
Ci sono ancora molti anni prima che succeda tutto questo e sicuramente la clausura non può essere una alternativa valida ad una vita socialmente normale (forse, anche io ci sto seriamente pensando).
Tutti abbiamo fatto le stesse cose, siamo sette miliardi al mondo, ogni generazione da spazio alle altre e così via fin dalla notte dei tempi.
E allora l’unica cosa che ci resta da fare è godersi totalmente questi anni in cui saremo noi gli uomini da amare e da presentare a casa, fino a che arriverà il vero amore e noi lo prenderemo da una parte, mentre le nostre figlie non sentono, e mentre continueremo a sorridere diremo loro: “Se le fai del male, giuro che ti uccido. E ora sorridi che ci sta guardando”.