Pubblicato in: Diario

MA COME LA VESTI?

Ti svegli una mattina e senti che qualcosa non va.
Un brivido ti passa lungo la schiena, anche se non hai ancora aperto gli occhi.
Ti alzi, controlli in giro e tutto ti sembra normale.
Tua figlia dorme nel suo lettino e la tua signora sta…

forse è in bagno.
Bussi.
Niente.
Sicuramente è in cucina.
Niente.
Ti guardi intorno e trovi un bigliettino sul tavolo: sono uscita, vesti la piccola e raggiungetemi.
Vesti la piccola
vesti la picc…
vesti la….
ve….
Un urlo squarcia il silenzio del tuo quartiere e simultaneamente tutti i gli uccelli scappano da quella fonte di pericolo.
Tu, uomo comune che vi vesti lanciandoti nell’armadio e uscendone con degli abbinamenti che non sono legali in molti stati.
Tu che finchè una maglia non è consierata tossica continui ad indossarla perchè un in mezzo alla strada ti ha detto: ah bello.
Tu che continui a mettere i calzini spaiati semplicemente perchè ti stanchi di cercare di accoppiarli.
Proprio tu, hai in mano il destino della moda di tua figlia.
Certo, si tratta solo di vestirla per uscire, ma queste sono le cose che ti segnano per sempre.
Immagino lei dallo psicologo, vestita con la cresta verde e una tuta da astronauta con stampati sopra i teletubbies, dire: “sa, un giorno mio padre mi ha vestita e…”
Ok, niente panico.

Ci sono tre cose che devi ricordare:

1 – Per prima cosa devi controllare il tipo di pigiama che le ha messo la tua signora per la notte.
Tu non fai testo perchè estate e inverno usi la stessa maglia e pantalone che ti ha fatto zia Iole a natale.
Se il pigiama di tua figlia è felpato, metti una felpa, se è cotone, metti cotone.
Dovrebbe essere semplice.
Cerca qualcosa dello stesso tessuto, oppure in alternativa esci col pigiama.

2 – Controlla il vestito che le hai tolto la sera prima.
Non dovrebbe essere cambiato troppo il clima dalla sera prima ad ora, quindi puoi provare a rimetterle il vestito di ieri o qualcosa che le somiglia.
Ti guardi intorno e non riesci a trovarlo.
Guardi nel cestino dei panni sporchi, niente.
Forse ha fatto la lavatrice stamattina.
Prendi il cellulare e cerchi foto di ieri.
Fai foto a tua figlia per ogni cosa: sullo scivolo, mentre mangia un cornetto, mentre corre dentro casa.
Ma ieri no.
Ieri vuoto.
Aspetta.
C’è una foto di te in macchina e lei dietro in un angolo sul seggiolino.
Come CSI cerchi di ingrandire ma esce solo una macchia scura sfocata.
Sei tentato di chiamare il tuo amico haker per farti fare un ingrandimento, ma desisti.

3 – Ricorda quello che hai sentito in anni di programmi di moda che vede la tua signora. Mentre tu lavori, cerca di ricordare quello che sentivi dire in televisione da gente vestita come un salame alla festa del raccolto.
Blu e marrone perfetto cafone. Ora lo so che la rima è su marrone/cafone quindi ogni colore va bene, ma non l’ho creato io questo detto.
Righe e pallini no. Altrimenti rischi di fare l’effetto televisore anni ’80 che non prende.
Calzini di spugna con i sandali no, ma questo lo sapevi anche tu senza dover sentire i geni della moda
L’ultimo bottone del gilet non si abbottona. Ok, questo non serve per la bimba ma è sempre utile saperlo.

Perfetto, i tuoi rudimenti sulla moda sono praticamente inutili.
Anche perchè qualunque sarà la tua scelta, la tua signora, trasformandosi in enzo miccio, dirà: ma come l’hai vestita? Adesso devo cambiarla.

Lei si sveglia, ormai ci sei, non hai più molto tempo.
Allunghi il tempo delle coccole, giochi con lei come non facevi da tempo.
Ma i vestiti sono li.
E ti guardano.
Prendi un bel respiro e fai di testa tua.
Le metti una tuta, che fa sempre comodo, tu ci vivi in tuta.
Una maglia con la scritta Rock, che hai comprato tempo fa ma che non le hai mai messo.
Un maglioncino rosa, perchè fa freddo e perchè è una femminuccia quindi il rosa ci sta.
La guardi e nell’insieme sembra un misto tra Jennifer Beals di Flashdance e zia Iole, quella che ti regala i pigiami.
Ma è troppo tardi per cambiare, devi uscire.
La guardi.
Amore scusami, le dici.
Non andare dallo psicologo per questo.
Io ti amo, vestita in qualunque modo.
Lei tu guarda.
E ti fa quel sorriso che ti scioglie.
Come a dire: papà di moda non capisci una sega, ma ti amo anche per questo.
Uscite mano nella mano e tutti vi guardano.
Lo sapevi di aver sbagliato qualcosa.
Ma tutti guardano te, non lei.
Anche perchè nella fretta tu sei vestito con le prime cose che hai trovato.
E le prime cose sono quelle della tua signora.

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Autore:

"Autore di format televisivi, scrittore di racconti e romanzi, sceneggiatore teatrale, creativo. Non è semplice riunire in una sola parola il mio lavoro. Diciamo solo che la mia vita è per la scrittura." Specializzato in Editoria e Giornalismo presso “La Sapienza” di Roma. Laureato in Arti e scienze dello spettacolo indirizzo Cinema presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Improvvisatore professionista del circuito nazionale Improteatro, certificato SNIT. Autore di spettacoli teatrali e televisivi. Attore e responsabile della compagnia di improvvisazione "Appiccicaticci" con la quale collabora attivamente con Lillo e Greg nella trasmissione 610 su Radio 2. E’ cofondatore del trio Appiccicaticci con il quale ottiene alcuni tra i riconoscimenti più importanti della comicità italiana, tra cui il premio Charlot ed il Carlino d’oro e con cui entra a far parte del circuito dei maggiori festival buskers italiani. Da agosto 2011 con il gruppo degli Appiccicaticci partecipa artisticamente all'occupazione del al teatro Valle Occupato ove realizza spettacoli di improvvisazione. Ideatore e fondatore della compagnia di improvvisazione teatrale "Testi Mobili". Negli anni ha frequentato i laboratori di scrittura creativa con Vincenzo Cerami, Federico Basso e M.L. Compatangelo. Ideatore della web serie di successo "Sithome" e creatore di diversi format di formazione e intrattenimento per privati e aziende

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