Pubblicato in: Diario

GIORNO +248: NON PERCHE’ E’ MIA FIGLIA

Caro Neo Padre, diciamocelo in confidenza: la storia di innamorarsi al primo sguardo è una bugia colossale.

Sicuramente siamo emozionati, la guardiamo con occhi particolari.

Ma da lì ad esserne innamorati è lunga la strada.

Poi vedi la tua signora che la stringe, le dà il latte, si capiscono.

E tu sei li che tenti di muoverti tra un pannolino e un pianto notturno.

Un giorno, però, caro neo padre, ti troverai lontano da casa, magari per lavoro, magari semplicemente in palestra.

Aprirai il cellulare per fare una chiamata.

E vedrai sullo sfondo una foto di tua/o figlia/o (perchè fidati, quando ne avrai una bella la metterai subito come sfondo del cellulare).

La guarderai, sorriderai in mezzo a tutti, ed in quel momento, capirai di essere fregato.

Per sempre.

Passerà qualcuno vicino a te, mentre guardi sognante lo schermo del cellulare e ti dirà:

“Posso vederla? Oddio ma è bellissimo/a.”

E niente.

Sei perso.

Per sempre.

E se proprio vuoi la prova del nove dell’essere fregato, di essere diventato a tutti gli effetti un padre innamorato, aspetta di dire queste frasi:

1 – “Non perchè è mia figlia”

E’ come se ci scusassimo in anticipo perchè stiamo per fare un complimento a nostro figlio/a.

E quasi sempre veniamo smentiti nell’attimo stesso in cui la diciamo.

Non perchè è mia figlia, ma è buonissima e dorme sempre

Quando un neonato sente questa frase, fa scattare la classica psicologia contraria dei bambini; la

percepisce esattamente all’opposto e si comporta di conseguenza.

Urla, si contorce e non dorme.

Questa frase può essere applicata tranquillamente a tutti i parenti nell’arco delle ultime tre

generazioni: non perchè è mia nipote/cugina/parente

2 –  “Non capisco, di solito è…”

Ed è la naturale conseguenza della prima, quando appunto il bambino non fa quel che il genitore racconta.

I bambini hanno una particolare predisposizione nel fare con gli altri esattamente il contrario di quel che fanno normalmente a casa. E se ci fate caso capita sempre con quelle due, tre persone che non sapranno mai com’è realmente il pargolo ma ne parleranno sempre male.

“Ma ch,i quella? Dicono che è buona. Ma io l’ho sempre vista piangere, poverini.”

3 – “Ma vedrai quando…”

Questa frase la dicono tutti i padri più anziani agli altri padri.

Ogni fase della crescita fa scattare dei gradi di anzianità ai padri che possono finalmente dire: ma vedrai quando farà….

Se è appena nata, vedrai quando quando starà più sveglia.

Se ha qualche mese, vedrai quando gattona.

Se gattona, vedrai quando cammina…

Il mio problema è che sono l’ultimo tra gli amici ad avere una figlia, gli altri o sono più anziani o non hanno figli, quindi non so a chi posso dire questa frase, me la tengo stretta e al primo che trovo la farò detonare come una bomba.

4 – “Come quando Peppa pig…”

Lo hai detto?

Hai veramente detto questa frase?

Sì.

E il problema è che credi in quello che stai per dire, contornando il concetto con dei test scientifici o delle analisi approfondite.

Solo per non ammettere che in realtà tua figlia gioca a mettersi in bocca tutta casa, mentre tu ti diverti a guardare Masha e Orso.

E allora, quando ti diranno: “ma è tua figlia? E com’è? E’ buona?”

Se veramente sei un padre innamorato, di semplicemente la verità: “è una bimba di 9 mesi, piange e ride come ogni bambino di 9 mesi, ed è stupenda.”

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Autore:

"Autore di format televisivi, scrittore di racconti e romanzi, sceneggiatore teatrale, creativo. Non è semplice riunire in una sola parola il mio lavoro. Diciamo solo che la mia vita è per la scrittura." Specializzato in Editoria e Giornalismo presso “La Sapienza” di Roma. Laureato in Arti e scienze dello spettacolo indirizzo Cinema presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Improvvisatore professionista del circuito nazionale Improteatro, certificato SNIT. Autore di spettacoli teatrali e televisivi. Attore e responsabile della compagnia di improvvisazione "Appiccicaticci" con la quale collabora attivamente con Lillo e Greg nella trasmissione 610 su Radio 2. E’ cofondatore del trio Appiccicaticci con il quale ottiene alcuni tra i riconoscimenti più importanti della comicità italiana, tra cui il premio Charlot ed il Carlino d’oro e con cui entra a far parte del circuito dei maggiori festival buskers italiani. Da agosto 2011 con il gruppo degli Appiccicaticci partecipa artisticamente all'occupazione del al teatro Valle Occupato ove realizza spettacoli di improvvisazione. Ideatore e fondatore della compagnia di improvvisazione teatrale "Testi Mobili". Negli anni ha frequentato i laboratori di scrittura creativa con Vincenzo Cerami, Federico Basso e M.L. Compatangelo. Ideatore della web serie di successo "Sithome" e creatore di diversi format di formazione e intrattenimento per privati e aziende

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