Pubblicato in: Diario

GIORNO + 178: QUELLA MAIALA DI PEPPA

Analisi semiseria di una delle serie tv della “loro” generazione

C’è un cartone animato ultimamente che sta spopolando.

Peppa Pig.

Si tratta di un maialino e della sua famiglia: mamma pig, papà pig, nonno pig….

Le puntate sono molto semplici e catturano l’attenzione dei bambini per i disegni bidimensionali e i colori pastello.

Tutto molto bello ma se guardate bene una puntata, troverete delle cose strane.

Sorvolo sul fatto che tutti dicono a Peppa che sua madre è una maiala e lei ne è felice, non credo che questo sia molto educativo, ma sorvolo :-)

Per prima cosa ci sono tanti animali che parlano, che hanno un lavoro, una casa, dei cuccioli.

E questi stessi animali allevano degli altri animali che invece non possono parlare.

Nonno pig ha delle galline a cui da del cibo.

Un maiale che dà del cibo alle galline.

Peppa pig gioca nello stagno, sale sulla barca guidata dalla signora coniglio e danno le molliche di pane alle anatre.

Un Maiale su una barca guidata da un Coniglio da da mangiare a delle Anatre.

Ora io credo che sia una tenera vendetta degli autori che leggendo all’epoca topolino si chiedevano perchè nonna papera desse da mangiare ai maiali nella stalla.

In più la signora mucca (notoriamente una vacca) fa la veterinaria.

Capito?

Una mucca che parla che cura degli animali che non parlano.

Perchè devono esserci animali di serie A e animali di serie B? Questa è discriminazione.

Razzismo animale allo stato puro.

Ma non è tutto.

Ogni casa sta sul cucuzzolo di una montagna, con un grado di pendenza che ucciderebbe Masner, ma loro vanno avanti e indietro con diversi automezzi.
Il treno del villaggio è guidato dalla signora coniglio.

Il pulmino della scuola è guidato dalla signora coniglio.

L’elicottero di salvataggio è guidato dalla signora coniglio.

Quindi o la signora coniglio ha una patente con tutte le lettere dell’alfabeto o nel villaggio c’è una assoluta necessità di personale qualificato.

In più Peppa Pig ha un fratello che si chiama George.

I genitori erano ovviamente ubriachi dando ad una il nome Peppa (ossia Giuseppina) e all’altro George, oppure era sempre una vendetta degli autori contro il principe di Inghilterra ritenuto un porco.

Non ci è dato sapere l’età del maialino George, ma sappiamo una cosa: adora i dinosauri.

Va in giro con un dinosauro giocattolo tutto il giorno.

Soprattutto sa dire solo una parola: dinosauro.

Dice solo questo.

Non mamma, papà, peppa.

No.

Dinosauro.

Nessun bambino sa dire solo una parola, e per di più così complicata come “dinosauro”, senza essere rinchiuso in un centro specialistico.

Ma nessuno se ne accorge e tutti ridono felici.

Ogni puntata finisce con un attacco epilettico in cui tutti si sdraiano a terra e si muovono in maniera convulsa.

Quindi non solo questo cartone è razzista, non solo dimostra un mondo in cui non c’è disoccupazione e quindi illude i bambini facendogli credere che troveranno lavoro facilmente, ma soprattutto non prende in considerazione malattie importanti che vengono derise e sbeffeggiate.

Quindi genitori, la prossima volta che lasciate soli i vostri figli davanti a Peppa Pig, pensate a tutto questo prima di dire: ma è solo un maialino.

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Autore:

"Autore di format televisivi, scrittore di racconti e romanzi, sceneggiatore teatrale, creativo. Non è semplice riunire in una sola parola il mio lavoro. Diciamo solo che la mia vita è per la scrittura." Specializzato in Editoria e Giornalismo presso “La Sapienza” di Roma. Laureato in Arti e scienze dello spettacolo indirizzo Cinema presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Improvvisatore professionista del circuito nazionale Improteatro, certificato SNIT. Autore di spettacoli teatrali e televisivi. Attore e responsabile della compagnia di improvvisazione "Appiccicaticci" con la quale collabora attivamente con Lillo e Greg nella trasmissione 610 su Radio 2. E’ cofondatore del trio Appiccicaticci con il quale ottiene alcuni tra i riconoscimenti più importanti della comicità italiana, tra cui il premio Charlot ed il Carlino d’oro e con cui entra a far parte del circuito dei maggiori festival buskers italiani. Da agosto 2011 con il gruppo degli Appiccicaticci partecipa artisticamente all'occupazione del al teatro Valle Occupato ove realizza spettacoli di improvvisazione. Ideatore e fondatore della compagnia di improvvisazione teatrale "Testi Mobili". Negli anni ha frequentato i laboratori di scrittura creativa con Vincenzo Cerami, Federico Basso e M.L. Compatangelo. Ideatore della web serie di successo "Sithome" e creatore di diversi format di formazione e intrattenimento per privati e aziende

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